Flashpoint: Consulenza e Formazione sulle Merci Pericolose

ADR IMDG IATA  REACH  CLP/GHS  RoHS RAEE

News Marzo 2005

E’ stato pubblicato il Regolamento (CE) N. 111/2005 (G.U. dell’Unione Europea L022 del 26/01/05) relativo alle norme per il controllo del commercio dei precursori di droghe tra la Comunità e i paesi terzi. Tale Regolamento entrerà in vigore a decorrere dal 18 agosto 2005; da tale data sarà abrogato il Regolamento (CEE) N. 3677/90. Una novità sostanziale introdotta con il nuovo regolamento è che vengono disciplinate non solo le importazioni, le esportazioni dei precursori di droghe ma anche le “attività intermedie”; all’art. 2 è riportata la definizione di “attività intermedie”, fra queste ad esempio troviamo “le attività intese a concludere la compravendita … svolte da persone fisiche o giuridiche che cercano di ottenere un accordo tra due parti o agiscono a nome di almeno una di dette parti senza prendere possesso di tali sostanze…”.Regolamento CE 111-2005.pdf
Con il DM 13 gennaio 2004, n. 36, (G.U. 24 del 30 gennaio 2004) del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono state definite le norme per imbarco, sbarco e reimbarco di merci pericolose.
Al punto 5.1 dell'Allegato al suddetto decreto è stabilito che per essere imbarcati i veicoli stradali devono essere in possesso di un documento attestante la rispondenza al Punto 5 della risoluzione IMO A.581(14) rilasciato dall'Amministrazione del Paese di immatricolazione o da Organismi autorizzati dalla stessa. Questa disposizione era immediatamente operativa per i veicoli cisterna e per i veicoli trasportanti esplosivi; per tutti gli altri veicoli l'obbligo doveva entrare in vigore dal 15/02/2005. Il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha informato che con Decreto Dirigenziale in corso di emanazione sarà prorogata questa ultima scadenza alla data del 31 Ottobre 2005 a causa delle difficoltà connesse al rilascio della certificazione da parte degli organismi tecnici competenti.
La pubblicazione della Direttiva 2004/102/CE modifica gli allegati II, III, IV e V della direttiva 2000/29/CE relativa alle misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità. La direttiva in oggetto prevede che l’introduzione o il trasporto all’interno della Comunità Europea di tutti i prodotti in legno originari di paesi terzi siano possibili solo se si dimostra che tali prodotti sono stati sottoposti a ispezione fitosanitaria nel paese di origine o nel paese speditore. Il recepimento di tale direttiva da parte degli stati membri era previsto entro il 28 febbraio 2005 con obbligo di osservanza delle disposizioni a partire dal 1° marzo 2005. In Italia tale direttiva non è stata ancora recepita.Direttiva 2004.102.CE.pdf
Come anticipato dal DDL 16 febbraio 2005, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 2005, la delega in base alla quale il Governo deve adottare uno o più decreti legislativi per il riassetto normativo del settore dell'autotrasporto di persone e cose.
Il temine previsto per questi adempimenti da parte del Governo è di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Evidenziamo che il riassetto delle disposizioni in materia di autotrasporto prevederà anche l’individuazione di un sistema di certificazione di qualità per particolari tipologie di trasporti su strada, come quelle delle merci pericolose, delle derrate deperibili, dei rifiuti industriali e dei prodotti farmaceutici con definizione dei modi e dei tempi per attuare tale disposizione nel rispetto dell'autonomia di impresa e della normativa nazionale e comunitaria in materia di certificazione (art. 2, comma 2, lett. b) punto 8).LEGGE 01_03_05 n_32.pdf
Permane ancora molta incertezza negli addetti ai lavori in merito all’obbligo di nomina del Consulente per la Sicurezza del trasporto di merci pericolose per quanto concerne le strutture sanitarie.
Nella “Nota interpretativa relativa all’applicazione del D.P.R. 15 luglio 2003 n.° 254” , redatta a livello interministeriale, si riporta infatti che “…… la nomina di un Consulente per la sicurezza dei trasporti per l’attività svolta da una struttura sanitaria, ove effettuata, non discende da un obbligo connesso all’osservanza del Decreto Legislativo n°40 del 4 febbraio 2000, ma è da attribuirsi ad una scelta discrezionale del responsabile della citata struttura sanitaria…..”.
La suddetta tesi però si presta ad oggettiva confutazione dal momento che la struttura sanitaria, pur delegando a terzi le responsabilità e gli obblighi che competono all’imballatore, al trasportatore e, in alcuni casi, anche allo speditore, risulta sempre e comunque caricatore del rifiuto pericoloso considerato che le operazioni di carico avvengono all’interno del suo perimetro aziendale.
E’ addirittura pacifico affermare che, come riportato nel D. Lgs. n. 40/2000 e quindi nel 1.8.3 dell’ADR, la struttura sanitaria, salvo le esenzioni applicabili, è soggetta alla nomina di un Consulente per la sicurezza dei trasporti in quanto “caricatore”. In definitiva la nomina rappresenta un obbligo normativoe non certamente una scelta discrezionale del responsabile della struttura sanitaria.Nota interpretativa.pdf
E’ stato pubblicato il Decreto 21 febbraio 2005 (GU n. 62 del 16/03/05) che sospende, in via cautelativa, l'autorizzazione all'immissione in commercio e all'impiego dei prodotti fitosanitari a base della sostanza attiva flusilazolo.DECRETO 21 febbraio 2005.pdf
E’ stata pubblicata la Decisione 2005/180/CE (G.U. dell’Unione Europea L061 del 8/03/05) che autorizza gli Stati membri, a norma della direttiva 96/49/CE del Consiglio, ad adottare determinate deroghe in relazione al trasporto per ferrovia di merci pericolose. Tale decisione abroga e sostituisce la Decisione 2003/627/CEE.
Le deroghe concesse interessano i seguenti Stati membri: Germania, Francia, Svezia, Regno Unito.Decisione Commissione 4-3-2005.pdf
Per la prima volta in Italia, il Tribunale di Ravenna, con sentenza del 14/10/2004, ha condannato penalmente lo speditore / caricatore per lesioni aggravate colpose in danno di un addetto che non aveva ricevuto la formazione di cui al capitolo 1.3 dell’ADR infortunandosi gravemente durante la fase di carico.
La sanzione penale è stata applicata al datore di lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’azienda in cui è avvenuto l’infortunio nonché al datore di lavoro dell’azienda esterna a cui erano state subappaltate le operazioni di carico e trasporto.
Pertanto Vi consigliamo di tenere “sotto controllo” la formazione di tutto il personale aziendale coinvolto nella gestione del trasporto delle merci pericolose ed in particolar modo quella che si riferisce ai nuovi assunti...
Flashpoint è lieta di segnalarLe che Orange Project, assieme ad Ars Edizioni informatiche e Federchimica, ha organizzato per il giorno 31 marzo 2005 il SEMINARIO GRATUITO: «TRASPORTO SICURO DI MERCI PERICOLOSE: LE SOLUZIONI ALLE INCONGRUENZE DELL'ADR 2005».
L'evento si terrà a Milano, in c.so Venezia, 49 (Sala Orlando - Palazzo Castiglioni - Unione del Commercio).
Nel corso del seminario si discuteranno le modalità di attuazione della nuova normativa, e verranno presentati alcuni casi pratici di soluzione alle incongruenze dell'ADR 2005 in tema di trasporti sicuri, analizzando in particolare gli aspetti costruttivi, procedurali e chimico-fisici per i quali è previsto un adeguamento al progresso tecnologico e alle nuove norme internazionali.
In tema di trasporti sicuri, però, non tutto viene deciso a livello internazionale.
Per questo nel corso del seminario si raccoglieranno i commenti degli operatori e le proposte per gestire al meglio, a livello nazionale, le modalità di recepimento della nuova normativa.
Si aprirà inoltre un dibattito in cui è previsto un intervento anche del Sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dott. Paolo UGGE'.
Per informazioni: news@arsed.it oppure 02.3192301
Con il 1 gennaio 2005 è entrata in vigore la 46esima edizione del manuale IATA Dangerous Goods Regulations (così come modificata dal ADDENDUM del 1 febbraio 2005).
Tra le modifiche principali:
- è stato modificato il modello di Shipper’s Declaration
- la Shipper’s Declaration può essere completata e firmata anche dal consolidatore, spedizioniere o agente IATA, se incaricati dallo speditore stesso
- è stato abolito il marchio di idoneità dell’imballaggio “Air Eligibility Markings
- è stata introdotta la dicitura “OVERPACK” necessaria anche per quei sovraimballaggi che contengono colli in quantità limitata.
Nell’area riservata Infopoint troverete la Circolare Flashpoint 1/2005/IATA che riporta, insieme a un elenco dettagliato delle novità introdotte, una schematizzazione delle principali prescrizioni da rispettare per effettuare una spedizione via aerea di merci pericolose.
Lo scorso 12 marzo 2004 è entrato in vigore il D.M. N. 44 del 16 gennaio 2004 (G.U n. 47 del 26 febbraio 2004) che regolamenta i metodi di analisi e di valutazione delle emissioni prodotte dagli impianti di talune attività industriali al fine di limitare le emissioni e tutelare, quindi, la salute umana e l’ambiente.
Con l’avvicinarsi della scadenza prevista per il 12 marzo 2005 per la presentazione all’autorità competente della relazione tecnica relativa agli impianti esistenti (articolo 6 comma 3), cogliamo l’occasione per riassumere le principali disposizioni introdotte dal decreto in oggetto.
Secondo il suddetto decreto si intende per composto organico volatile (COV) «qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore, oppure che abbia una volatilità corrispondente in condizioni particolari di uso», e per solvente organico «qualsiasi COV usato da solo o in combinazione con altri agenti al fine di dissolvere materie prime, prodotti o materiali di rifiuto, senza subire trasformazioni chimiche o usato come agente di pulizia per dissolvere contaminanti oppure come dissolvente, mezzo di dispersione, correttore di viscosità, correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante».
Le disposizioni del decreto in oggetto si applicano a tutte le categorie di attività individuate nell’Allegato I che prevedono un impiego di solvente superiore alla soglia minima di consumo indicata per ciascuna attività.

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