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Legenda
Corso sulle Notifiche armonizzate di miscele pericolose e UFI Corso norme per il corretto fissaggio del Carico Corso DGR IATA 2019 Corso IMDG Code ed. 2016 Corso ADR 2019: trasporto stradale di merci pericolose Corso utilizzo degli Scenari di Esposizione Corso preparazione all’Esame di Consulente ADR Master di Certificazione del Responsabile Schede Dati di Sicurezza (RSDS) Master per la Certificazione dell’Esperto Sistema Rifiuti (ESR)
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FAQ

Accordo ADR Cosmetici Detergenti ICAO / IATA IMDG CODE UTILITIES

A

Acciaio di riferimento,
un acciaio con una resistenza alla trazione di 370 N/mm2 e un allungamento alla rottura del 27%;

Acciaio dolce,
un acciaio con un limite minimo di resistenza alla rottura per trazione compreso tra 360 N/mm2 e 440 N/mm2;
NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7. 

ADN,
l’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose per vie di navigazione interne;

Aerosol o Generatore di aerosol,
un oggetto che consiste di un recipiente non ricaricabile rispondente alle disposizioni del 6.2.6, costruito in metallo, vetro o materia plastica, contenente un gas compresso, liquefatto o disciolto, con o senza liquido, o pasta o polvere, e munito di un dispositivo di dispersione che permetta di espellere il contenuto sotto forma di particelle solide o liquide in sospensione in un gas, o sotto forma di schiuma, pasta o polvere, o ancora allo stato liquido o gassoso;

Alimentatore a pila a combustibile,
un dispositivo utilizzato per alimentare un equipaggiamento, che consiste in una pila a combustibile provvista di combustibile, integrata o separata dalla pila a combustibile, includendo tutti gli accessori necessari al funzionamento.
Approvazione
Approvazione multilaterale,
per il trasporto di materiali della classe 7, si intende l’approvazione da parte dell’autorità competente del paese di origine della spedizione o del modello, secondo il caso, come pure dall’autorità competente degli altri paesi attraverso i quali o nei quali la spedizione deve essere trasportata. L’espressione “attraverso i quali” o “nei quali” esclude esplicitamente “sopra”; ad esempio le disposizioni di approvazione e notifica non si applicano ad un paese sopra il quale le materie radioattive sono trasportate in un aereo, a condizione che nessuno scalo sia previsto in quel paese.

Approvazione unilaterale,
per il trasporto di materiali della classe 7, si intende l’approvazione del modello che è emessa solo dall’autorità competente del paese di origine del modello. Se il paese di origine non è una Parte contraente l’ADR, l’approvazione richiede una convalida dell’autorità competente del primo paese Parte contraente l’ADR toccato dalla spedizione (vedere 6.4.22.8).

ASTM,
l’American Society for Testing and Materials, (ASTM International, 100 Barr Harbor Drive, PO Box C700, West Conshohocken, PA, 19428-2959, Stati Uniti d’America);

Attraverso o all’interno,
per il trasporto di materiali radiattivi, si intende attraverso o all’interno dei paesi nei quali la merce è trasportata ma esclude specificatamente paesi “sopra” i quali una partita di merce è trasportata via aerea salvo che non vi siano atterraggi programmati in quei paesi;

Autorità competente,
la(le) autorità o ogni altro organismo(i) designato(i) come tale in ogni Stato e in ogni caso particolare dalla legislazione nazionale;

B

Barile di legno,
imballaggio di legno naturale, di sezione circolare, a pareti convesse, fabbricato con doghe e fondi e munito di cerchi;

Bobina,
(classe 1), dispositivo di plastica, di legno, di cartone, di metallo o di qualsiasi altro materiale appropriato, e formato da un asse centrale, con o senza pareti laterali ad ogni estremità dell’asse. Gli oggetti e le materie possono essere arrotolati sull’asse ed essere contenuti dalle pareti laterali;

Bombola,
recipiente trasportabile a pressione, di capacità in acqua non superiore a 150 litri (vedere anche Pacco di bombole);

C

Capacità di un serbatoio o di un compartimento di un serbatoio,
per le cisterne, il volume interno totale della cisterna o del compartimento cisterna, espresso in litri o metri cubi. Quando è impossibile riempire completamente il serbatoio o il compartimento del serbatoio a causa della sua forma o della sua costruzione, questa capacità ridotta deve essere utilizzata per la determinazione del grado di riempimento e per la marcatura della cisterna;

Capacità massima,
volume interno massimo dei recipienti o degli imballaggi, compresi i grandi imballaggi e i grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (IBC), espresso in metri cubi o in litri;

Caricatore, l’impresa che:
  1. carica merci pericolose imballate, piccoli containers o cisterne mobili in o su un veicolo o un container; o
  2. carica un container, un grande container, un CGEM, un container cisterna o una cisterna mobile su un veicolo;
Carico

comprende tutte le azioni eseguite dal caricatore, in conformità alla definizione di caricatore;

Carico completo,
ogni carico proveniente da un solo speditore al quale è riservato l’uso esclusivo di un veicolo o di un grande container e per il quale tutte le operazioni di carico e di scarico sono effettuate conformemente alle istruzioni dello speditore o del destinatario;
NOTA: Il termine corrispondente per il materiale radiattivo è “uso esclusivo”.

Cartucce di gas sotto pressione,
vedere Aerosol o generatore di aerosol;

Cartuccia di gas,
vedere Piccolo recipiente contenente gas;

Cassa,
imballaggio a pareti intere, rettangolari o poligonali, di metallo, di legno naturale, di legno compensato, di legno ricostituito, di cartone, di materia plastica o di altro materiale appropriato. Possono essere praticate piccole aperture per la manipolazione o l’apertura, o per rispondere ai criteri di classificazione, a condizione di non compromettere l’integrità dell’imballaggio durante il trasporto;

Cassa mobile,
vedere Container;
Cassa mobile cisterna,
un dispositivo che deve essere considerato come un container cisterna;
Cella a combustibile,
  dispositivo elettrochimico che converte l’energia chimica di un combustibile in energia elettrica, calore, e prodotti di reazione;

CGA,
“Compressed Gas Association”, (CGA, 14501 George Carter Way, Suite 103, Chantilly VA 20151, United States of America);

CGEM
vedere Container per gas ad elementi multipli;

Chiusura,
dispositivo che serve a chiudere l’apertura di un recipiente;

Chiusura ermetica,
vedere Cisterna chiusa ermeticamente;

CIM,
regole uniformi sul contratto di trasporto internazionale ferroviario di merci (Appendice B alla Convensione sul trasporto ferroviario internazionale di merci (COTIF), come modificate;

Cisterna,
un serbatoio, munito dei suoi equipaggiamenti di servizio e di struttura. Quando il termine è impiegato da solo, comprende i contenitori-cisterna, le cisterne mobili, le cisterne smontabili e le cisterne fisse come definite nella presente sezione come pure le cisterne che costituiscono elementi di un veicolo-batteria o di un CGEM;
NOTA: Per le cisterne mobili, vedere 6.7.4.1.

Cisterna chiusa ermeticamente,
una cisterna destinata al trasporto di liquidi aventi una pressione di calcolo di almeno 4 bar, o destinata al trasporto di materie solide (in polvere o granulari) quale che sia la sua pressione di calcolo, le cui aperture sono chiuse ermeticamente, e che: 

  • non è equipaggiata con valvole di sicurezza, dischi di rottura o altri simili dispositivi di sicurezza o con valvole di depressione; oppure
  • non è equipaggiata con valvole di sicurezza, dischi di rottura o altri simili dispositivi di sicurezza, ma è equipaggiata con valvole di depressione conformemente alle disposizioni del 6.8.2.2.3; oppure
  • è equipaggiata con valvole di sicurezza precedute da un disco di rottura conformemente al 6.8.2.2.10, ma non è equipaggiata con valvole di depressione; oppure
  • è equipaggiata con valvole di sicurezza precedute da un disco di rottura conformemente al 6.8.2.2.10, e valvole di depressione conformemente alle disposizioni del 6.8.2.2.3;
Cisterna fissa,
una cisterna di capacità superiore a 1000 litri che è fissata in modo stabile su un veicolo (che diventa allora un veicolo-cisterna) o facente parte integrante del telaio di un tale veicolo;

Cisterna mobile,
una cisterna multimodale di capacità superiore a 450 litri conforme alle definizioni del capitolo 6.7 o del Codice IMDG, indicata da un’istruzione di trasporto in cisterna mobile (Istruzione T) nella colonna (10) della Tabella A del capitolo 3.2, e avente, quando utilizzata per il trasporto di gas come definiti in 2.2.2.1.1., una capacità superiore a 450 litri;

Cisterna per rifiuti operante sotto vuoto,
una cisterna fissa, una cisterna smontabile, un container-cisterna o una cassa mobile cisterna utilizzata principalmente per il trasporto di rifiuti pericolosi, costruita ed equipaggiata in maniera particolare per facilitare il riempimento e lo scarico dei rifiuti secondo le prescrizioni del capitolo 6.10. Una cisterna che soddisfa completamente le disposizioni dei capitoli 6.7 o 6.8 non è considerata una cisterna per rifiuti operante sotto vuoto;

Cisterna smontabile,
una cisterna di capacità superiore a 450 litri, diversa da una cisterna fissa, una cisterna mobile, un container-cisterna o un elemento di un veicolo-batteria o di un CGEM, che non è progettata per il trasporto delle merci senza rottura di carico e che, normalmente, può essere movimentata solo se vuota;

CMR,
convenzione relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (Ginevra 19 Maggio 1956), come modificata;

Codice IMDG,
il Codice marittimo internazionale delle merci pericolose, regolamento di applicazione del Capitolo VII, Parte A, della Convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare (Convenzione SOLAS), pubblicato dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO) di Londra;

Collo,
il prodotto finale dell’operazione di imballaggio, costituito dall’imballaggio o dal grande imballaggio o dal IBC, con il suo contenuto, e pronto per la spedizione. Il termine include i recipienti per gas come definiti nella presente sezione, come pure gli oggetti, che per la loro dimensione, massa o configurazione, possono essere trasportati non imballati o trasportati in culle, gabbie o dispositivi di movimentazione. Ad eccezione del trasporto di materiali radioattivi, il termine non si applica alle merci trasportate alla rinfusa ed alle materie trasportate in cisterne;
NOTA: Per i materiali radioattivi, vedere 2.2.7.2, 4.1.9.1.1 e capitolo 6.4

Componente infiammabile,
(per aerosol), un liquido infiammabile, un solido infiammabile o un gas infiammabile o una miscela di gas infiammabile come definito nelle Note da 1 a 3 della sottosezione 31.1.3 della Parte III del Manuale delle prove e dei criteri. Questa designazione non copre le sostanze piroforiche, autoreattive o reagenti con l’acqua. Il calore chimico di combustione deve essere determinato attraverso uno dei seguenti metodi ASTM D 240, ISO/FDIS 13943: 1999 (E/F) da 86.1 a 86.3 oppure NFPA 30B;

Container,
un dispositivo di trasporto (telaio o altro dispositivo analogo) – avente un carattere permanente ed essendo per tale fatto sufficientemente resistente per permettere il suo uso ripetuto; 

  • appositamente progettato per facilitare il trasporto delle merci, senza rottura di carico, per uno o più modi di trasporto;
  • munito di dispositivi che facilitino lo stivaggio e la movimentazione, in particolare durante il suo trasbordo da un mezzo di trasporto ad un altro;
  • progettato in modo da facilitare il riempimento e lo svuotamento;
  • avente un volume interno di almeno 1 m3, ad eccezione dei contenitori per il trasporto di materiale radioattivo. 

Inoltre:

Piccolo container,
un container avente un volume interno non superiore a 3 m3;

Grande container,
  1. un container che non risponde alla definizione di piccolo container
  2. ai sensi della CSC, un container di dimensioni tali che la superficie delimitata dai quattro angoli inferiori esterni sia:

 

  • di almeno 14 m2; oppure
  • di almeno 7 m2 se provvisto di blocchi d’angolo agli angoli superiori;
Container chiuso,
un container totalmente chiuso, avente un tetto rigido, pareti laterali rigide, pareti d’estremità (testate) rigide e un pavimento. Il termine comprende i contenitori a tetto apribile a condizione che il tetto sia chiuso durante il trasporto;

Container scoperto,
un container a tetto aperto o un container di tipo piattaforma;

Container telonato,
un container scoperto munito di un telone per proteggere la merce caricata;

Una cassa mobile è un container che, secondo la norma EN 283 (edizione 1991) presenta le seguenti caratteristiche: 
  • ha una resistenza meccanica progettata unicamente per il trasporto su un carro o su un veicolo nel traffico terrestre o su nave traghetto;
  • non è impilabile;
  • può essere trasferita dal veicolo stradale su puntelli ed essere ricaricata mediante i propri mezzi a bordo del veicolo;

NOTA: Il termine “container” non comprende né gli imballaggi convenzionali, né i grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (IBC), né i contenitori-cisterna, né i veicoli. Nondimeno, un container può essere utilizzato per il trasporto di materiali radioattivi.

Container chiuso,
vedere Container
Container-cisterna,
un mezzo di trasporto rispondente alla definizione di container e comprendente un serbatoio e degli equipaggiamenti, compresi quelli atti a consentire gli spostamenti del container-cisterna senza cambiamento d’assetto, utilizzato per il trasporto di materie gassose, liquide, polverulente o granulari, e avente una capacità superiore a 0,45 m3 (450 litri), quando destinato al trasporto di gas come definiti in 2.2.2.1.1.
NOTA: I contenitori intermedi per il trasporto alla rinfusa (IBC), che soddisfano le disposizioni del capitolo 6.5 non sono considerati come contenitori cisterna.

Container intermedio per il trasporto alla rinfusa,
vedere IBC;

Container per gas ad elementi multipli (CGEM),
un mezzo di trasporto comprendente elementi collegati tra loro da un tubo collettore e montati in un telaio. I seguenti elementi sono considerati come elementi di un CGEM: le bombole, i tubi, i fusti a pressione e i pacchi di bombole, come pure le cisterne per i gas della classe 2 aventi una capacità superiore a 0,45 m3 (450 litri);
NOTA: Per i CGEM certificati ONU, vedere capitolo 6.7.
Contenitore per il trasporto alla rinfusa,
un sistema di contenimento (compresa ogni fodera o rivestimento) destinato al trasporto di materie solide che sono direttamente in contatto con il sistema di contenimento. Il termine non comprende gli imballaggi, i grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (IBC), i grandi imballaggi né le cisterne.
Un contenitore per trasporto alla rinfusa è: 

  • di carattere permanente e di conseguenza sufficientemente resistenti per permettere un uso ripetuto;
  • appositamente progettati per facilitare il trasporto di merci, senza rottura del carico, attraverso uno o più mezzi di trasporto;
  • muniti di dispositivi che facilitino la movimentazione;
  • di una capacità non inferiore a 1,0 m³.

Esempi di container per il trasporto alla rinfusa sono: container, container per il trasporto alla rinfusa offshore, benne, recipienti per il trasporto alla rinfusa, casse mobili, container tramoggia, roller container, compartimenti di carico dei veicoli;

Contenitore per il trasporto alla rinfusa chiuso, un contenitore interamente chiuso per il trasporto
alla rinfusa avente una copertura, pareti laterali, testate e un fondo rigidi (compresi i fondi di tipo
tramoggia). Questo termine include i contenitori per il trasporto alla rinfusa con tetto, pareti laterali
o testate apribili che possono essere chiuse durante il trasporto. I contenitori per il trasporto alla
rinfusa chiusi possono essere equipaggiati con aperture che permettano l’evacuazione dei vapori e
dei gas mediante aerazione per prevenire, nelle normali condizioni di trasporto, la perdita di materie
solide e la penetrazione di schizzi d’acqua o di pioggia;

Contenitore per il trasporto alla rinfusa telonato, un contenitore per il trasporto alla rinfusa con fondo (compresi i fondi di tipo tramoggia), pareti laterali e testate rigidi e copertura non rigida.

Nota: La presente definizione si applica solamente ai contenitori che soddisfano i requisiti del capitolo 6.11.

Contenitore per il trasporto alla rinfusa chiuso, vedere “Contenitore per il trasporto alla rinfusa

Contenitore per il trasporto alla rinfusa telonato, vedere “Contenitore per il trasporto alla rinfusa

Container per il trasporto alla rinfusa offshore,
un contenitore per il trasporto alla rinfusa specialmente progettato per un uso ripetuto verso o da installazioni offshore o tra tali installazioni. Deve essere progettato e costruito secondo le linee guida relative alla approvazione dei contenitori offshore movimentati in alto mare specificate nel documento MSC/Circ.860 pubblicato dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO);
Contenuto radioattivo,
per il trasporto di materiali della classe 7, il materiale radioattivo come pure ogni solido, liquido o gas contaminato o attivato che si trovi all’interno dell’imballaggio.

Corpo,
(per tutte le categorie di IBC diversi dai IBC compositi), recipiente propriamente detto, comprese le aperture e le chiusure, ad esclusione dell’equipaggiamento di servizio;

CSC,
la Convenzione internazionale sulla sicurezza dei contenitori (Ginevra, 1972) così come aggiornata e pubblicata dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO), di Londra;

D

Destinatario,
il destinatario secondo il contratto di trasporto. Se il destinatario designa un terzo conformemente alle disposizioni applicabili al contratto di trasporto, quest’ultimo è considerato come il destinatario ai sensi dell’ADR. Se il trasporto si effettua senza contratto di trasporto, l’impresa che prende in carico le merci pericolose all’arrivo deve essere considerata come destinatario;

Direttiva CE,
le disposizioni stabilite dalle competenti istituzioni della Comunità europea e che legano ogni Stato membro destinatario ai risultati da raggiungere, lasciando alle autorità nazionali la competenza quanto alla forma e ai mezzi;

Dispositivo di movimentazione,
(per i IBC flessibili), ogni imbracatura, cinghia, anello, fibbia, o intelaiatura fissata al corpo del IBC o costituente la continuazione del materiale con il quale sono stati fabbricati;

E

ECE-ONU, La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa (ECE-ONU, Palais des Nations, 8-14 Avenue de la Paix, CH-1211 Ginevra 10, Svizzera);

EN (Norma),
una norma europea pubblicata dal Comitato Europeo di Normalizzazione (CEN), (CEN – 36 rue de Stassart, B-1050 Bruxelles);
Equipaggiamento di servizio,
  1. della cisterna: i dispositivi di riempimento, scarico, sfiato, sicurezza, riscaldamento e isolamento termico e dispositivi addizionali e strumenti di misurazione;
  2. degli elementi di un veicolo-batteria o di un CGEM: i dispositivi di riempimento, scarico, compreso il tubo collettore, i dispositivi di sicurezza come pure gli strumenti di misura;
  3. di un IBC: i dispositivi di riempimento e di scarico e ogni dispositivo di decompressione o di aerazione, di sicurezza, di riscaldamento e di isolamento termico, come pure gli strumenti di misura;
    NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.
Equipaggiamento di struttura,
  1. della cisterna di un veicolo-cisterna o di una cisterna smontabile: gli elementi di consolidamento, fissaggio, protezione, o di stabilità che sono interni o esterni al serbatoio
  2. della cisterna di un container-cisterna, gli elementi di consolidamento, fissaggio, protezione o stabilità, che sono interni o esterni al serbatoio
  3. degli elementi di un veicolo-batteria o di un CGEM: gli elementi di consolidamento, fissaggio, protezione o stabilità, che sono interni o esterni al serbatoio o al recipiente,
  4. di un IBC (diverso dai IBC flessibili): gli elementi di consolidamento, fissaggio, movimentazione, protezione o stabilità del corpo (compresa la paletta di base per i IBC compositi con recipiente interno di plastica);
    NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.

F

Fascicolo cisterna,
un documento che contiene tutte le informazioni tecniche importanti concernenti una cisterna, un veicolo-batteria o un CGEM, come le attestazioni e certificati menzionati al 6.8.2.3, 6.8.2.4 e 6.8.3.4;

Fodera,
una guaina tubolare o un sacco situati all’interno, ma non formanti parte integrante, di un imballaggio, o di un grande imballaggio o di un IBC, compresi i mezzi di chiusura delle sue aperture;

Fusto,
imballaggio cilindrico a fondo piatto o convesso, di metallo, cartone, materia plastica, legno compensato o altro materiale appropriato. Questa definizione comprende gli imballaggi aventi altre forme, per esempio gli imballaggi a sezione circolare con la parte superiore conica o gli imballaggi a forma di secchio. Non rientrano in questa definizione i “barili di legno” e le “taniche”;

Fusto a pressione,
recipiente a pressione, saldato e trasportabile, di capacità in acqua superiore a 150 litri e non superiore a 1000 litri (per esempio recipiente cilindrico munito di cerchi di rotolamento, di sfere su pattini);

G

Gabbia,
un imballaggio esterno a pareti aperte;

Garanzia della conformità,
(materiali radioattivi) un programma sistematico di misure applicato da un’autorità competente e tendente a garantire che le disposizioni dell’ADR siano rispettate nella pratica;

Garanzia della qualità,
un programma sistematico di controlli e d’ispezioni applicato da ogni organizzazione od organismo e tendente a dare una garanzia adeguata che le disposizioni dell’ADR siano rispettate nella pratica;

Gas, una materia che:
  1. a 50°C ha una pressione di vapore superiore a 300 kPa (3 bar); 
    oppure
  2. è completamente gassosa a 20°C alla pressione standard di 101,3 kPa.
Gas di Petrolio Liquefatt o (GPL),
un gas liquefatto a bassa pressione composto da uno o più idrocarburi leggeri che sono assegnati solamente ai N° ONU 1011, 1075, 1965, 1969 o 1978 e che cosiste principalmente di propano, propene, butano, isomeri del butano, butene con tracce di altri gas idrocarburici;
NOTA 1: I gas infiammabili assegnati ad altri N° ONU non devono essere considerati GPL.
NOTA 2: Per il N° ONU 1075 vedere la nota 2 al 2F, N° 1965, nella tabella per gas liquefatti alla sottosezione 2.2.2.3.

Generatore di aerosol,
vedere Aerosol o Generatore di aerosol;

Gestore di un container-cisterna o di una cisterna mobile,

l’impresa in nome della quale il container-cisterna o la cisterna mobile è immatricolato o ammesso al traffico;

GHS,
il Sistema Globale Armonizzato di classificazione e di etichettatura dei prodotti chimici, quinta edizione revisionata, pubblicato dalle Nazioni Unite, con la sigla ST/SG/AC.10/30/Rev.5;

Grado di riempimento,
il rapporto tra la massa di gas e la massa di acqua a 15°C che riempirebbe completamente un recipiente a pressione pronto per l’impiego;

Grande container,
vedere Container

Grande imballaggio,
un imballaggio consistente in un imballaggio esterno contenente degli oggetti o degli imballaggi interni e che

  1. è progettato per una movimentazione meccanica;
  2. ha una massa netta superiore a 400 kg o un capacità superiore a 450 litri, ma il cui volume non supera 3 m3;

Grande imballaggio di soccorso, un imballaggio speciale che
               a) è progettato per una movimentazione meccanica; e

               b) ha una massa netta superiore a 400 kg o una capacità superiore a 450 litri, ma il cui
               volume non supera 3 m³;

all’interno del quale sono sistemati colli di merci pericolose che sono stati danneggiati, che presentano difetti o perdite, oppure merci pericolose che si sono sparse o disperse, per essere trasportati ai fini del loro recupero o eliminazione.

Grande imballaggio ricostruito,
un grande imballaggio in metallo o plastica rigida che: 

a) che è il risultato della produzione di un tipo di ONU conforme a partire da un tipo non conforme; 
oppure 
b) che è il risultato della trasformazione di un tipo di ONU conforme in un altro tipo ONU conforme. 

I grandi imballaggi ricostruiti sono sottoposti alle stesse disposizioni dell’ADR che si applicano ai grandi imballaggi nuovi dello stesso tipo;

Grande imballaggio riutilizzato,
un grande imballaggio da riempire che è stato esaminato e trovato privo di difetti che possano influire sulla capacità dello stesso di superarei test di prova; il termine include anche i grandi imballaggi riempiti con gli stessi materiali o materiali simili compatibili e trasportati all’interno di catene di distribuzione controllate dallo speditore del prodotto;

Gruppo di imballaggio,
ai fini dell’imballaggio, un gruppo al quale sono assegnate certe materie in funzione del grado di pericolo che presentano per il trasporto. I gruppi di imballaggio hanno i seguenti significati che sono precisati nella parte 2:
gruppo di imballaggio I: materie molto pericolose;
gruppo di imballaggio II: materie mediamente pericolose;
gruppo di imballaggio III: materie poco pericolose;
NOTA : Alcuni oggetti, contenenti materie pericolose, sono ugualmente assegnati ad un gruppo di imballaggio.

I

IBC (Intermediate Bulk Container – Contenitore intermedio per il trasporto alla rinfusa),
un imballaggio trasportabile rigido o flessibile diverso da quelli specificati al capitolo 6.1:

  1. avente una capacità:
    1. non superiore a 3 m3, per le materie solide e liquide dei gruppi di imballaggio II e III;
    2. non superiore a 1,5 m3, per le materie solide del gruppo di imballaggio I imballate in IBC flessibili, di plastica rigida, compositi, di cartone o di legno;
    3. non superiore a 3 m3, per le materie solide del gruppo di imballaggio I imballate in IBC metallici;
    4. non superiore a 3 m3, per i materiali radioattivi della classe 7;
  2. progettato per una movimentazione meccanica;
  3. che possa resistere alle sollecitazioni prodotte durante la movimentazione e il trasporto secondo quanto previsto dalle prove specificate nel capitolo 6.5.

(Vedere anche IBC composito con recipiente interno di plasticaIBC di cartoneIBC flessibileIBC di metalloIBC di plastica rigida e IBC di legno).

NOTA 1: Le cisterne mobili e i contenitori-cisterna che sono conformi alle disposizioni del capitolo 6.7 o 6.8 non sono considerati come grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (IBC).
NOTA 2: I grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (IBC) che soddisfano le disposizioni del capitolo 6.5 non sono considerati come contenitori ai sensi dell’ADR.

IBC (manutenzione ordinaria di un IBC flessibile),
l’esecuzione di regolari operazioni su un IBC flessibile di plastica o di materia tessile, come:

  1. pulizia; oppure
  2. sostituzione di elementi non facenti parte integrante del IBC, come fodere, e legami di chiusura, mediante elementi conformi alle specifiche di origine del fabbricante;

a condizione che queste operazioni non interessino né la funzione di contenimento del IBC flessibile né il suo tipo di progetto.

IBC (manutenzione ordinaria di un IBC rigido),
l’esecuzione su un IBC metallico, un IBC di plastica rigida o un IBC composito, di operazioni quali:
  1. pulizia;
  2. rimozione e reinstallazione o sostituzione di chiusure sui corpi (compresi gli appropriati giunti), o dell equipaggiamento di servizio, conformemente alle specifiche di origine del fabbricante, a condizione che sia verificata la tenuta del IBC; oppure
  3. rimessa in ordine dell’equipaggiamento di struttura che non svolge direttamente una funzione di contenimento della merce pericolosa o mantenimento della pressione, in modo tale che il IBC sia di nuovo conforme al prototipo provato (per esempio raddrizzamento dei montanti o degli attacchi di sollevamento), a condizione che non sia pregiudicata la funzione di contenimento del IBC;
IBC composito con recipiente interno di plastica,
un IBC composto d’elementi strutturali sotto forma d’involucro esterno rigido avvolgente un recipiente interno di plastica, e comprendente ogni equipaggiamento di servizio o altro equipaggiamento di struttura. È costruito in modo tale che, una volta assemblato, l’involucro esterno e il recipiente interno costituiscano un tutto indissociabile, ed è utilizzato come tale per le operazioni di riempimento, di stoccaggio, di trasporto o di svuotamento;
 NOTA: Il termine “materiale plastico”, quando è utilizzato per i recipienti interni dei IBC compositi, comprende anche altri materiali polimerizzati come la gomma. 

IBC di cartone,
un IBC composto di un corpo di cartone, con o senza coperchi superiore e inferiore indipendenti, di una fodera (ma non imballaggi interni), se necessario, e dell’equipaggiamento di servizio e dell’equipaggiamento di struttura appropriati;

IBC di legno,
un IBC composto di un corpo di legno, rigido o pieghevole, di una fodera (ma non imballaggi interni) e dell’equipaggiamento di servizio e dell’equipaggiamento di struttura appropriati;

IBC di plastica rigida,
un IBC composto di un corpo di plastica rigida, di un possibile equipaggiamento di struttura e di un equipaggiamento di servizio appropriato;

IBC flessibile,
un IBC composto di un corpo costituito da pellicola, da tessuto o da ogni altro materiale flessibile o ancora da combinazioni di materiali di tale genere, e di un rivestimento interno o fodera, se necessario, e dell’equipaggiamento di servizio e di appropriati dispositivi di movimentazione;

IBC metallico,
un IBC composto di un corpo metallico e dell’equipaggiamento di servizio e dell’equipaggiamento di struttura appropriati;

IBC protetto,
(per gli IBC metallici), un IBC munito di una protezione supplementare contro gli urti. Questa protezione può prendere, per esempio, la forma di una parete multistrato (costruzione “sandwich”) o di una parete doppia, o di un’intelaiatura con involucro in treccia metallica;

IBC ricostruito,
un IBC metallico, un IBC di plastica rigida o un IBC composito:

  1. che è il risultato della produzione di un tipo ONU conforme a partire da un tipo non conforme; oppure
  2. che è il risultato della trasformazione di un tipo ONU conforme in un altro tipo ONU conforme.

Gli IBC ricostruiti sono sottoposti alle stesse disposizioni dell’ADR che si applicano agli IBC nuovi dello stesso tipo (vedere anche definizione di prototipo a 6.5.6.1.1);

IBC riparato,
un IBC metallico, un IBC di plastica rigida o un IBC composito, che avendo subito un urto o per ogni altro motivo (per esempio corrosione, infragilimento o altro segno di indebolimento rispetto al prototipo provato), è stato rimesso a posto in modo da essere di nuovo conforme al prototipo provato. Ai fini dell’ADR, la sostituzione del recipiente interno rigido di un IBC composito con un recipiente conforme alle specifiche di origine del fabbricante è considerata come una riparazione. Questo temine non include tuttavia la manutenzione ordinaria di IBC rigido. I corpi di un IBC di plastica rigida e i recipienti interni di IBC compositi non sono riparabili. I IBC flessibili non sono riparabili salvo approvazione dell autorità competente;

ICAO,
l’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (ICAO, 999 University Street, Montréal, Québec H3C 5H7, Canada);

IAEA,
Agenzia Internazionale della Energia Atomica, (IAEA – P.O. Box 100, A-1400 Vienna);

Imballaggio,
uno o più recipienti e ogni altro elemento o materiale necessario per permettere ai recipienti di svolgere la loro funzione di contenimento ed altre funzioni di sicurezza (vedere anche Grande imballaggio e IBC);

Imballaggio combinato,
combinazione di imballaggi ai fini del trasporto, costituita da uno o più imballaggi interni sistemati in un imballaggio esterno come prescritto a 4.1.1.5;
NOTA: Il termine 
“imballaggio interno” utilizzato per gli imballaggi combinati non deve essere confuso con il termine “recipiente interno” utilizzato per gli imballaggi compositi.

Imballaggio composito,

imballaggio costituito da un imballaggio esterno e un recipiente interno costruiti in modo tale che il recipiente interno e l’imballaggio esterno formino un unico imballaggio. Una volta assemblato questo imballaggio costituisce un unico elemento indissociabile e come tale
è riempito, immagazzinato, trasportato e svuotato; 

NOTA: Il termine “recipiente interno” utilizzato per gli imballaggi compositi non deve essere confuso con il termine “imballaggio interno” utilizzato per gli imballaggi combinati. Per esempio, l’interno di un imballaggio composito 6HA1 (materia plastica) è da considerarsi come recipiente interno poiché non è normalmente concepito per soddisfare funzioni di contenimento senza il corrispondente imballaggio esterno, e non può quindi
essere considerato come imballaggio interno. Quando un materiale viene citato tra parentesi dopo il termine “imballaggio composito”, ci si riferisce al recipiente interno.

Imballaggio di soccorso,
un imballaggio speciale nel quale sono sistemati colli di merci pericolose che sono stati danneggiati, che presentano perdite o che non sono conformi, o merci pericolose che si sono sparse o disperse, per essere trasportati ai fini del loro recupero o eliminazione;

Imballaggio esterno,
la protezione esterna di un imballaggio composito o di un imballaggio combinato, con i materiali assorbenti, di riempimento e ogni altro elemento necessario per contenere e proteggere i recipienti interni o gli imballaggi interni;

Imballaggio intermedio,
un imballaggio sistemato tra gli imballaggi interni, o gli oggetti, e un imballaggio esterno;

Imballaggio interno,
un imballaggio che deve essere munito di un imballaggio esterno per il trasporto;

Imballaggio metallico leggero,
un imballaggio a sezione circolare, ellittica, rettangolare o poligonale (anche conica), come pure imballaggi con la parte superiore conica o a forma di secchio, di metallo (per esempio latta), avente uno spessore delle pareti inferiore a 0,5 mm, a fondo piatto o convesso, munito di una o più aperture e non previsto dalle definizioni date per il fusto e la tanica;

Imballaggio ricondizionato,
un imballaggio, in particolare

  1. un fusto metallico
    1. ripulito affinché i materiali di costruzione ritrovino il loro aspetto iniziale, essendo stati rimossi tutti i contenuti, la corrosione interna ed esterna, i rivestimenti esterni e le etichette;
    2. ripristinato nella sua forma e nel suo profilo originale, essendo stati (se il caso) raddrizzati e resi stagni gli orli e sostituiti tutti le guarnizioni di tenuta che non facciano parte integrante dell’imballaggio; e
    3. ispezionato dopo la ripulitura ma prima di essere ridipinto; devono essere rifiutati gli imballaggi che presentino cavità puntiformi visibili*, una riduzione importante dello spessore del materiale, un affaticamento del metallo, filettature o chiusure danneggiate o altri importanti difetti.
  2. un fusto o una tanica di plastica
    1. che sia stato ripulito per mostrare i materiali di costruzione, dopo eliminazione d’ogni residuo del carico, dei rivestimenti esterni e delle etichette;
    2. del quale sono stati sostituiti tutti i giunti che non facciano parte integrante dell’imballaggio;
    3. che sia stato ispezionato dopo la ripulitura; devono essere rifiutati gli imballaggi che presentano difetti visibili quali incisioni, piegature o fessure, filettature o chiusure danneggiate o altri difetti rilevanti.
Imballaggio ricostruito,
un imballaggio, in particolare:

  1. un fusto metallico:
    1. risultante dalla produzione di un tipo di imballaggio ONU che risponda alle disposizioni del capitolo 6.1 a partire da un tipo non conforme a queste disposizioni;
    2. risultante della trasformazione di un tipo di imballaggio ONU che risponda alle disposizioni del capitolo 6.1 in un altro tipo conforme alle stesse disposizioni; oppure
    3. del quale sono stati sostituiti alcuni elementi facenti parte integrante della struttura (come i coperchi non amovibili).
  2. un fusto di plastica:
    1. ottenuto dalla conversione di un tipo ONU in un altro tipo ONU (1H1 in 1H2, per esempio); oppure
    2. del quale sono stati sostituiti alcuni elementi facenti parte integrante della struttura.

I fusti ricostruiti sono sottoposti alle disposizioni del capitolo 6.1 che si applicano ai fusti nuovi dello stesso tipo.

Imballaggio riutilizzato,
un imballaggio che, dopo esame, è stato riscontrato esente da difetti che possano indebolire la sua capacità di superare le prove funzionali; questa definizione include in particolare gli imballaggi che sono riempiti di nuovo con merci compatibili, identiche o analoghe, e trasportati all’interno di una catena di distribuzione controllata dallo speditore del prodotto;

Imballaggio a tenuta di polveri,
imballaggio che non lascia passare contenuti secchi, comprese le materie solide finemente polverizzate prodotte durante il trasporto;

Imballatore,
l’impresa che riempie le merci pericolose in imballaggi, compresi i grandi imballaggi e i IBC, e se il caso, prepara i colli ai fini del trasporto;

IMDG,
vedere Codice IMDG;

IMO,
l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO, 4 Albert Embankment, Londra SE1 7SR, Regno Unito);

Impresa,
ogni persona fisica, ogni persona morale con o senza scopo di lucro, ogni associazione o gruppo di persone senza personalità giuridica, con o senza scopo di lucro, come pure ogni organismo derivante dall’autorità pubblica, che sia dotato di propria personalità giuridica o che dipenda da un’autorità avente questa personalità;

Indice di sicurezza per la criticità (CSI) * ,
per il trasporto di materiali della classe 7, di un collo, sovrimballaggio, o container contenente materiale fissile, un numero utilizzato per avere un controllo sull’accumulazione di colli, sovrimballaggi o contenitori contenenti materiale fissile.
* L’acronimo CSI corrisponde al termine inglese “Critically Safety Index”

Indice di trasporto (IT) **,
per il trasporto di materiali della classe 7, di un collo, un sovrimballaggio o un container, o di materiali LSA-I o SCO-I non imballati, numero che serve a controllare l’esposizione alle radiazioni.
** L’acronimo IT o TI corrisponde al termine inglese “Transport Index”

ISO (Norma),
una norma internazionale pubblicata dalla Organizzazione Internazionale di Normalizzazione (ISO), (ISO – 1, rue de Varembé CH-1204 Genève 20);

Istruzioni Tecniche dell’ICAO,
le Istruzioni Tecniche per la sicurezza del trasporto aereo delle merci pericolose, derivanti dall’Annesso 18 alla Convenzione sull’aviazione civile internazionale (Chicago 1944), pubblicata dall’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (ICAO) di Montreal;

L

Liquido,
una materia che, a 50°C, ha una pressione di vapore non superiore a 300 kPa (3 bar) e non è completamente gassosa a 20°C alla pressione standard di 101,3 kPa e che:

  1. ha un punto di fusione o un punto iniziale di fusione uguale o inferiore a 20°C ad una pressione di 101,3 kPa; oppure
  2. è liquida secondo il metodo di prova ASTM D 4359-90; oppure
  3. non è pastosa secondo i criteri applicabili alla prova di determinazione della fluidità (prova del penetrometro) descritta al 2.3.4;

NOTA: È considerato come trasporto allo stato liquido ai sensi delle disposizioni per le cisterne:
– il trasporto di liquidi secondo questa definizione; oppure
– il trasporto di materie solide presentate al trasporto allo stato fuso.

Livello di radiazione,
Per il trasporto di materiali della classe 7, è il corrispondente valore d’intensità espresso in millisievert per ora o microsievert per ora;

M

Manuale delle prove e dei criteri,
la quinta edizione revisionata della pubblicazione delle Nazioni Unite intitolata “Raccomandazioni relative al trasporto di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri” (ST/SG/AC.10/11/Rev.5 come modificato dal documento ST/SG/AC.10/11/Rev.5/Amend.2);

Manutenzione ordinaria di un IBC flessibile,
vedere IBC (grande recipiente per il trasporto alla rinfusa)

Manutenzione ordinaria di un IBC rigido
vedere IBC (grande recipiente per il trasporto alla rinfusa)

Massa di un collo,
salvo indicazione contraria, la massa lorda del collo. La massa dei contenitori e delle cisterne utilizzati per il trasporto delle merci non è compresa nelle masse lorde;

Massa esplosiva netta (MEN),
la massa totale delle sostanze esplosive, prive di imballaggi, involucri, ecc. (La Quantità esplosiva netta (QEN), il Contenuto netto di esplosivo (CNE), la Quantità netta di esplosivo (QNE), ossia il peso o la massa netta del contenuto di esplosivo, sono spesso utilizzati per esprimere lo stesso significato);

Massa lorda massima ammissibile,
  1. (per gli IBC), massa dell’IBC, di ogni equipaggiamento di servizio o di struttura e della massa netta massima;
  2. (per le cisterne), la tara della cisterna e il carico massimo autorizzato per il trasporto;

NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.

Massa netta massima,
la massa netta massima del contenuto di un imballaggio unico o massa combinata massima degli imballaggi interni e del loro contenuto, espressa in chilogrammi;

Materiale animale,
carcasse di animali, parti di corpi di animali o alimenti per animali di origine animale.

Materiali plastici riciclati,
materiali recuperati da imballaggi industriali usati che siano stati puliti e preparati per il riciclaggio;

Membro dell’equipaggio,
un conducente o ogni altra persona accompagnante il conducente per motivi di sicurezza, di formazione o di esercizio;

MEMU,
vedere Unità Mobile di fabbricazione di esplosivi;

Merci pericolose,
le materie e oggetti il cui trasporto è vietato secondo l’ADR o autorizzato unicamente alle condizioni ivi previste;

Mezzo di trasporto,
un veicolo o un vagone per il trasporto stradale o ferroviario;

Modello,
per il trasporto dei materiali appartenenti alla Classe 7, è la descrizione del materiale fissile esente secondo il 2.2.7.2.3.5 (f), del materiale radioattivo sotto forma speciale, del materiale radioattivo a bassa dispersione, di colli o di imballaggi che permettono la completa identificazione di tali oggetti. La descrizione può includere specifiche, disegni costruttivi, relazioni che ne dimostrino la conformità alle disposizioni normative e qualsiasi altra documentazione pertinente;

Motore con cella a combustibile,
un dispositivo utilizzato per alimentare le apparecchiature e che consiste in una cella a combustibile e la sua alimentazione del combustibile, integrata con la cella a combustibile o da essa separata, e include tutti gli accessori necessari ad assolvere la sua funzione;

N

N.A.S.,
vedere Rubrica n.a.s.;

Nome tecnico,
un nome chimico riconosciuto, se del caso un nome biologico riconosciuto, o un altro nome correntemente utilizzato nei manuali, riviste e testi scientifici e tecnici (vedere 3.1.2.8.1.1);

Numero ONU o “N° ONU”,
il numero d’identificazione a quattro cifre delle materie e oggetti, estratto dal Regolamento tipo dell’ONU;

O

Organismo di controllo,
un organismo indipendente di controllo e di prova, riconosciuto dalla autorità competente;

P

Pacco di bombole(*),
insieme di bombole, attaccate tra loro e collegate tra loro con un tubo collettore e trasportate come un insieme indissociabile. La capacità totale in acqua non deve superare 3000 litri; per i pacchi destinati al trasporto di gas tossici della classe 2 (gruppi inizianti con la lettera T conformemente al 2.2.2.1.3) questa capacità in acqua è limitata a 1000 litri;

Piccolo container,
vedere Container;

Piccolo recipiente contenente gas (cartuccia di gas),
un recipiente avente una capacità in acqua non superiore a 1000 ml per i recipienti di metallo e non superiore a 500 ml per i recipienti in materiale sintetico o vetro contenente, sotto pressione, un gas o una miscela di gas. Può essere dotato di una valvola.

Pressione di calcolo,
una pressione convenzionale almeno uguale alla pressione di prova, che può superare molto o poco la pressione di servizio in relazione al grado di pericolo presentato dalla merce trasportata, e che serve unicamente a determinare lo spessore delle pareti del serbatoio, indipendentemente dalla presenza di dispositivi di rinforzo esterni ed interni;
NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.

Pressione di prova,
la pressione che deve essere applicata durante una prova di pressione per il controllo iniziale o periodico; (vedere anche Pressione di calcoloPressione di svuotamentoPressione di riempimento e Pressione massima di servizio (pressione manometrica);
NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.

Pressione di riempimento,
la pressione massima effettivamente sviluppata nella cisterna al momento del riempimento sotto pressione;

Pressione di servizio,
la pressione stabilizzata di un gas compresso alla temperatura di riferimento di 15°C in un recipiente a pressione pieno;
NOTA: Per le cisterne, vedere Pressione massima di servizio.

Pressione di svuotamento,
la pressione massima effettivamente sviluppata nella cisterna al momento dello svuotamento sotto pressione;

Pressione massima di esercizio in condizioni normali,
per il trasporto di materiali della classe 7, la pressione massima, sopra la pressione atmosferica a livello medio del mare, che si può sviluppare nel sistema di contenimento nel periodo di un anno, nelle condizioni di temperatura e d’irraggiamento solare corrispondenti alle condizioni ambientali in assenza di sistemi di sfiato, di raffreddamento esterno eseguito con sistemi ausiliari, o di controlli operativi durante il trasporto.

Pressione massima di servizio (pressione manometrica),
il più alto tra i tre seguenti valori:

  1. valore massimo della pressione effettiva autorizzata nella cisterna durante un’operazione di riempimento (pressione di riempimento massima ammessa);
  2. valore massimo della pressione effettiva autorizzata nella cisterna durante un’operazione di svuotamento (pressione di svuotamento massima ammessa);
  3. pressione manometrica effettiva a cui la cisterna è sottoposta dal suo contenuto (compresi i gas estranei che può contenere) alla temperatura massima di servizio.

Salvo disposizioni particolari prescritte nel capitolo 4.3 il valore numerico della pressione di servizio (pressione manometrica) non deve essere inferiore alla pressione di vapore (pressione assoluta) della materia di riempimento a 50°C.
Per le cisterne munite di valvole di sicurezza (con o senza disco di rottura), ad eccezione delle cisterne destinate al trasporto di gas della classe 2, compressi, liquefatti o disciolti, la pressione massima di servizio (pressione manometrica) deve essere uguale alla pressione prescritta per il funzionamento di tali valvole (vedere anche Pressione di calcoloPressione di svuotamentoPressione di riempimento e Pressione di prova);
NOTA.1 : Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7. 

NOTA.2 : Per i recipienti criogenici chiusi, vedere la nota del 6.2.1.3.6.5.

Pressione stabilizzata,
la pressione raggiunta dal contenuto in un recipiente a pressione in equilibrio termico e di diffusione;

Prova di tenuta,
una prova di tenuta di una cisterna, di un imballaggio o di un IBC, come pure dell’equipaggiamento o dei dispositivi di chiusura;
NOTA : Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.

Punto d’infiammabilità,
la più bassa temperatura di un liquido alla quale i suoi vapori formano con l’aria una miscela infiammabile;

R

Rapporto di riempimento,
il rapporto tra la massa di gas e la massa di acqua a 15° che riempierebbe completamente un recipiente a pressione pronto per l’impiego;

Reazione pericolosa,
  1. una combustione o uno sviluppo considerevole di calore;
  2. l’emanazione di gas infiammabili, asfissianti, comburenti e tossici;
  3. la formazione di materie corrosive;
  4. la formazione di materie instabili;
  5. un pericoloso aumento della pressione (solamente per le cisterne);
Recipiente,
involucro di contenimento destinato a ricevere o a contenere materie o oggetti, compresi i mezzi di chiusura quali essi siano. Questa definizione non si applica ai serbatoi (vedere anche Recipiente criogenicoRecipiente internoRecipiente a pressioneRecipiente interno rigidoCartuccia di gas);

Recipiente,
(per la classe 1), una cassa, una bottiglia, una scatola, un fusto, una giara e un tubo come pure i loro mezzi di chiusura quali essi siano, utilizzati come imballaggio interno o intermedio;

Recipiente a pressione,
un termine generico per una bombola, un tubo, un fusto a pressione, un recipiente criogenico chiuso, un sistema di stoccaggio ad idruro metallicofasci di bombole e recipienti a pressione di soccorso;

Recipiente a pressione di soccorso,
un recipiente a pressione con capacità in acqua non superiore a 1.000 litri nel quale vengano posti recipienti a pressione danneggiati, difettosi, che presentano perdite o recipiente(i) a pressione non conformi ai fini del trasporto, ad esempio per il recupero o lo smaltimento;

Recipiente criogenico,
un recipiente a pressione trasportabile isolato termicamente per gas liquefatti refrigerati di capacità in acqua non superiore a 1000 litri; (vedere anche Recipiente criogenico aperto );

Recipiente criogenico aperto,
un recipiente a pressione trasportabile termo isolato per gas liquefatti refrigeranti mantenuto a pressione atmosferica tramite lo sfiato continuo del gas liquefatto refrigerato;

Recipiente di piccola capacità contenente gas,
vedere Cartuccia di gas;

Recipiente interno,
un recipiente che deve essere munito di un imballaggio esterno per soddisfare la sua funzione di contenimento;

Recipiente interno rigido,
(per i IBC compositi), un recipiente che conserva la sua forma quando è vuoto senza che le chiusure siano al loro posto e senza il sostegno dell’involucro esterno. Qualsiasi recipiente interno che non è “rigido” deve essere considerato come “flessibile”;

Regolamento ECE,
un Regolamento allegato all’Accordo concernente l’adozione di prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a ruote, agli equipaggiamenti e ai pezzi suscettibili di essere montati o utilizzati su un veicolo a ruote e le condizioni di riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate conformemente a queste prescrizioni (Accordo del 1958, così come modificato);

Regolamento tipo dell’ONU,
il Regolamento tipo allegato alla diciottesima edizione revisionata delle Raccomandazioni relative al trasporto di merci pericolose pubblicata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ST/SG/AC.10/1/Rev.18);

Richiedente
in caso di valutazione della conformità, il produttore o il suo rappresentante autorizzato in un Paese contraente l’ADR. Nel caso di prove periodiche, prove intermedie o di controlli eccezionali, il centro in cui si effettuano le prove, un operatore del container cisterna o un suo rappresentante autorizzato in un Paese contraente l’ADR;
NOTA: Eccezionalmente, un terzo (per esempio un operatore secondo la definizione del 1.2.1) può richiedere una valutazione della conformità.

RID,
il Regolamento concernente il trasporto internazionale ferroviario delle merci pericolose, Allegato I all’Appendice B (Regole uniformi concernenti il contratto di trasporto ferroviario delle merci) (CIM) della COTIF (Convenzione relativa ai trasporti internazionali ferroviari);

Riempitore,
l’impresa che riempie con merci pericolose una cisterna (veicolo-cisterna, cisterna smontabile, cisterna mobile, container-cisterna) o un veicolo-batteria o CGEM, o un veicolo, un grande container o un piccolo container per il trasporto alla rinfusa;

Rifiuti,
materie, soluzioni, miscele o oggetti che non possono essere utilizzati come tali, ma che sono trasportati per essere ritrattati, smaltiti in una discarica o eliminati per incenerimento o con altro metodo;

Riscaldatore a combustione,
un dispositivo che utilizza direttamente un combustibile liquido o gassoso e che non recupera il calore del motore di propulsione del veicolo;

Rivelatore di radiazione neutronica, 
un dispositivo in grado di rilevare la radiazione neutronica. All’interno di tale dispositivo, un gas può essere contenuto in un trasduttore elettronico ermeticamente sigillato che converte la radiazione neutronica in un segnale elettrico misurabile;

Rubrica collettiva,
un gruppo definito di materie o di oggetti (vedere 2.1.1.2, B, C e D);

Rubrica n.a.s. (non altrimenti specificata),
una rubrica collettiva alla quale possono essere assegnate materie, miscele, soluzioni o oggetti, che:

  1. non sono nominativamente menzionati nella Tabella A del capitolo 3.2; e
  2. presentano proprietà chimiche, fisiche o pericolose che corrispondono alla classe, al codice di classificazione, al gruppo di imballaggio e alla denominazione e alla descrizione della rubrica n.a.s.

S

Sacco,
imballaggio flessibile di carta, di pellicola di materia plastica, di materia tessile, di tessuto o d’altro materiale appropriato;
Serbatoio,
(per le cisterne), la parte della cisterna che contiene la materia destinata al trasporto, comprese le aperture e le chiusure, ma non include l’equipaggiamento di servizio né l’equipaggiamento di struttura esterno; 
NOTA: Per le cisterne mobili, vedere capitolo 6.7.
Scaricatore,
qualsiasi impresa che effettua:
  1. la rimozione di un container, container di trasporto alla rinfusa, CGEM, container cisterna o cisterna mobile da un veicolo; o
  2. lo scarico di merci pericolose imballate, piccoli container o cisterne mobili da un veicolo o da un container; o
  3. lo svuotamento di merci pericolose da una cisterna (veicolo-cisterna, cisterna smontabile, cisterna mobile o container cisterna) o da un veicolo-batteria, MEMU o CGEM o da un veicolo, grande container o piccolo container per il trasporto alla rinfusa o da un container per il trasporto alla rinfusa;
Sistema di confinamento,
per il trasporto di materiali della classe 7, l’insieme dei componenti dell’imballaggio e dei materiali fissili specificati dal progettista e approvato dall’autorità competente per mantenere la sicurezza sulla criticità

Sistema di contenimento,
per il trasporto di materiali della classe 7, l’insieme dei componenti dell’imballaggio, specificati dal progettista, che tendono ad assicurare il confinamento dei materiali radioattivi durante il trasporto.

Sistema di gestione, per il trasporto di materiale radioattivo,
si intende un insieme di elementi correlati o interagenti (sistema) per stabilire politiche ed obiettivi e permettere che gli obiettivi vengano raggiunti in maniera efficiente ed efficace;

Sistema di rivelazione delle radiazioni,
un apparato che contiene rivelatori di radiazioni tra i componenti.

Sistema di stoccaggio ad idruro meccanico,
un singolo siistema completo per lo stoccaggio di idrogeno, che comprende un recipiente, idruro metallico, dispositivo di decompressione, valvola di intercettazione, equipaggiamento di servizio e componenti interni utilizzati unicamente per trasporto di idrogeno;

Solido,
  1. una materia che ha un punto di fusione o un punto iniziale di fusione superiore a 20°C ad una pressione di 101,3 kPa; oppure
  2. una materia che non è liquida secondo il metodo di prova ASTM D 4359-90 oppure è pastosa secondo i criteri applicabili alla prova di determinazione della fluidità (prova del penetrometro) descritta al 2.3.4;
Sovrimballaggio,
un involucro utilizzato (da un singolo speditore nel caso di materiale radioattivo) per contenere uno o più colli e farne un’unità di più facile movimentazione e stivaggio durante il trasporto. Esempi di sovrimballaggi:

  1. un piatto di carico, come una paletta sulla quale più colli sono sistemati o
    impilati e fissati mediante una striscia di plastica, una pellicola
    termoretraibile o stirabile o mediante altri mezzi adeguati; oppure
  2. un imballaggio esterno di protezione come una cassa o una gabbia;
Speditore,
l’impresa che spedisce merci pericolose per conto proprio o per conto terzi. Quando il trasporto è effettuato sulla base di un contratto di trasporto, lo speditore secondo questo contratto è considerato come speditore;

Spedizione,
uno o più colli, o un carico di merci pericolose presentate al trasporto da uno speditore;

T

Tanica,
un imballaggio di metallo o di materia plastica, di sezione rettangolare o poligonale, munito di una o più aperture;

TDAA,
vedere Temperatura di decomposizione autoaccelerata;

Temperatura critica,
la temperatura sopra la quale una materia non può esistere allo stato liquido;

Temperatura di controllo,
temperatura massima alla quale il perossido organico o la materia autoreattiva possono essere trasportati in sicurezza;

Temperatura di decomposizione autoaccelerata,
la più bassa temperatura alla quale si può produrre una decomposizione autoaccelerata per una materia nell’imballaggio così come utilizzato durante il trasporto. Le metodologie per determinare la TDAA e gli effetti del riscaldamento sotto confinamento si trovano nel Manuale delle prove e dei criteri, seconda Parte;

Temperatura d’emergenza,
la temperatura alla quale devono essere messe in atto procedure d’emergenza quando si ha una deficienza del sistema di regolazione di temperatura;
NOTA : Questa definizione non si applica ai gas della classe 2.

Tessuto di plastica,
(per i IBC flessibili), materiale confezionato a partire da strisce o monofili di plastica appropriata, stirati per trazione;

Trasportatore,
l’impresa che effettua il trasporto con o senza contratto di trasporto;

Trasporto,
il cambiamento di luogo delle merci pericolose, comprese le soste richieste dalle condizioni di trasporto e la sosta delle merci pericolose nei veicoli, cisterne e contenitori, richiesta dalle condizioni del traffico prima, durante e dopo il cambiamento di luogo. La presente definizione comprende ugualmente la sosta temporanea intermedia delle merci pericolose ai fini del cambio del modo o del mezzo di trasporto (trasbordo). Ciò a condizione che i documenti di trasporto dai quali risultano il luogo di spedizione e il luogo di ricezione siano presentati a richiesta e a condizione che i colli e le cisterne non siano aperti durante la sosta intermedia, salvo a fini di controllo da parte delle autorità competenti;

Trasporto alla rinfusa,
il trasporto di materie solide o d’oggetti non imballati in veicoli, containers o contenitori per il trasporto alla rinfusa. Questo termine non si applica né alle merci che sono trasportate come colli, né alle materie che sono trasportate in cisterne;

Tubo,
(classe 2), un recipiente a pressione trasportabile, senza saldatura, di capacità in acqua superiore a 150 litri e non superiore a 3000 litri;

U

UIC,
l’Unione Internazionale delle Ferrovie (UIC, 16 rue Jean Rey, F-75015 Parigi, Francia);

Unità di trasporto,
un veicolo a motore senza rimorchio o un insieme costituito da un veicolo a motore ed un rimorchio ad esso agganciato;

Unità di trasporto merci,
un veicolo, un container, un container cisterna, una cisterna mobile o un CGEM (Container per gas ad elementi multipli);
NOTA: Questa definizione è applicabile solo per l’applicazione della disposizione speciale 302 del capitolo 3.3 del capitolo 5.5.2;

Unità mobile di fabbricazione di esplosivi, (MEMU)*,
una unità, o un veicolo montato con una unità per la fabbricazione di esplosivi a partire da merci pericolose che non sono esplosivi e il loro caricamento nei fori da mina. L’unità è composta da differenti contenitori per il trasporto alla rinfusa e di equipaggiamenti per la fabbricazione di esplosivi come pure pompe e loro accessori. La MEMU può comportare compartimenti speciali per gli esplosivi imballati. 
NOTA: Anche se la definizione di MEMU contiene i termini “per la fabbricazione di esplosivi e il loro caricamento nei fori da mina, le disposizioni per le MEMU si applicano soltanto al trasporto e non alla fabbricazione di esplosivi o al caricamento di esplosivi nei fori da mina. 
* L’acronimo “MEMU”corrisponde al termine inglese “Mobile Explosives Manufacturing Unit”.

Uso esclusivo,
per il trasporto dei materiali appartenenti alla Classe 7, è l’uso, da parte di un singolo speditore, di un veicolo o di un grande container, rispetto al quale tutte le operazioni iniziali, intermedie, e finali di carico, scarico e spedizione vengono effettuate in conformità alle direttive dello speditore o del destinatario ove richiesto dall’ADR;

V

Valutazione della conformità,
il procedimento consistente nel verificare la conformità di un prodotto secondo le disposizioni delle sezioni 1.8.6 e 1.8.7 relative all’approvazione del prototipo, la sorveglianza della fabbricazione e il controllo e le prove iniziali;

Valvola di depressione,
un dispositivo a molla sensibile alla pressione, funzionante automaticamente, per proteggere la cisterna da una depressione interna inammissibile;

Valvola di sicurezza,
un dispositivo a molla sensibile alla pressione, funzionante automaticamente, per proteggere la cisterna da una sovrapressione interna inammissibile;

Vassoio,
(classe 1), un foglio di metallo, di plastica, di cartone o di qualsiasi altro materiale appropriato, sistemato negli imballaggi interni, intermedi o esterni e che permette un raggruppamento serrato in tali imballaggi. La superficie del vassoio può essere predisposta in modo che gli imballaggi o gli oggetti possano essere inseriti, mantenuti in posizione sicura e separati gli uni dagli altri;

Veicolo-batteria,
un veicolo comprendente elementi collegati tra loro da un tubo collettore e fissati in modo stabile a questo veicolo. Sono considerati come elementi di un veicolobatteria: le bombole, i tubi, i fusti a pressione e i pacchi di bombole come pure le cisterne di capacità superiore a 450 litri per i gas come definiti in 2.2.2.1.1;

Veicolo-cisterna,
un veicolo costruito per il trasporto di materie liquide, gassose, in polvere o granulari e comprendente una o più cisterne fisse. Oltre al veicolo propriamente detto o agli elementi del gruppo assali-sospensione, un veicolo-cisterna comprende uno o più serbatoi, i loro equipaggiamenti e gli elementi di collegamento al veicolo o agli elementi del gruppo assali sospensione;

Veicolo chiuso,
un veicolo la cui carrozzeria è costituita da una cassa che può essere chiusa;

Veicolo scoperto,
un veicolo il cui pianale non ha sovrastruttura o è provvisto soltanto di sponde laterali e sponda posteriore;

Veicolo telonato,
un veicolo scoperto munito di un telone per proteggere la merce caricata.

(sottosezione 6.1.2.7 dell’Accordo ADR 2017)

Genere Materiale Categoria Codice Sotto-sezione
1. Fusti A. Acciaio con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
1A1
1A2
6.1.4.1
B. Alluminio con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
1B1
1B2
6.1.4.2
D. Legno compensato   1D 6.1.4.5
G. Cartone   1G 6.1.4.7
H. Plastica con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
1H1
1H2
6.1.4.8
N. Metallo, diverso dall’acciaio o dall’alluminio con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
1N1
1N2
6.1.4.3
2. (Riservato)        
3. Taniche   A. Acciaio  con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
3A1
3A2
6.1.4.4
B. Alluminio con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
3B1
3B2
6.1.4.4 
H. Plastica con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
3H1
3H2
6.1.4.8
4. Casse A. Acciaio   4A  
B. Alluminio   4B  
C. Legno naturale ordinarie
a pannelli a tenuta di polveri
4C1
4C2
 
D. Legno compensato   4D  
F. Legno ricostituito   4F  
G. Cartone   4G  
H. Plastica espansa
rigida
4H1
4H2
 
N. Metallo, diverso dall’acciaio o dall’alluminio   4N  
5. Sacchi H. Tessuto di plastica senza fodera né rivestmento interno
a tenuta di polveri
resistenti all’acqua
5H1
5H2
5H3
6.1.4.16
H. Pellicola di plastica   5H4  6.1.4.17
L. Materia tessile senza fodera né rivestmento interno
a tenuta di polveri
resistenti all’acqua
5L1
5L2
5L3
6.1.4.15
M. Carta multifoglio
multifoglio, resistenti all’acqua
5M1
5M2
6.1.4.18
6. Imballaggi compositi  H. Recipiente di materia plastica con un fusto esterno di acciaio
una gabbia o cassa esterna di acciaio
un fusto esterno di alluminio
una gabbia o cassa esterna di alluminio
una cassa esterna di legno
un fusto esterno di legno compensato
una cassa esterna di legno compensa
un fusto esterno di cartone
una cassa esterna di cartone
un fusto esterno di plastica
una cassa esterna di plastica rigida
6HA1
6HA2
6HB1
6HB2
6HC
6HD1
6HD2
6HG1
6HG2
6HH1
6HH2 
6.1.4.19
P. Recipiente di vetro, porcellana 
o grès con
un fusto esterno di acciaio
una gabbia o cassa esterna di acciaio
un fusto esterno di alluminio
una gabbia o cassa esterna di alluminio
una cassa esterna di legno
un fusto esterno di legno compensato
un paniere esterno intrecciato
un fusto esterno di cartone
una cassa esterna di cartone
un imballaggio esterno di plastica espansa
un imballaggio esterno di plastica rigida
6PA1
6PA2
6PB1
6PB2
6PC
6PD1
6PD2
6PG1
6PG2
6PH1
6PH2
6.1.4.20
0. Imballaggi metallici leggeri A. Acciaio con coperchio non amovibile
con coperchio amovibile
0A1
0A2
6.1.4.22

 

NB: I testi presentati non hanno carattere ufficiale e non sostituiscono in alcun modo la pubblicazione ufficiale cartacea.

Categoria di 
trasporto

(1) 

Materie od oggetti
Gruppo d’imballaggio o codice/gruppo di classificazione o N ° ONU

(2)

Quantità massima
totale per unità di 
trasporto
0 Classe 1:      1.1A, 1.1L, 1.2L, 1.3L e N° ONU 0190
Classe 3:      N° ONU 3343 
Classe 4.2:   materie appartenenti al gruppo d’imballaggio I
Classe 4.3:   N° ONU 1183, 1242, 1295, 1340, 1390, 1403, 1928, 2813, 2965, 
                    2968, 2988, 3129, 3130, 3131, 3134, 3148, 3396, 3398, 3399
Classe 5.1:   N° ONU 2426
Classe 6.1:   N° ONU 1051, 1600, 1613, 1614, 2312, 3250, 3294
Classe 6.2:   N° ONU 2814, 2900 
Classe 7:      N° ONU da 2912 a 2919, 2977, 2978, da 3321 a 3333
Classe 8:      N° ONU 2215
Classe 9:      N° ONU 2315, 3151, 3152 e 3432 come pure gli oggetti contenenti 
                  tali materie o loro  miscele oltre che gli imballaggi vuoti non ripuliti 
                  che hanno contenuto materie comprese in questa categoria di trasporto, 
                  ad eccezione di quelli classificati al N° ONU 2908
0
1 Materie e oggetti appartenenti al gruppo di imballaggio I e non compresi 
nella categoria di trasporto 0 come pure le materie e oggetti delle classi:
Classe 1:      da 1.1B a 1.1Ja, da 1.2B a 1.2J, 1.3C, 1.3G, 1.3H, 1.3J e 1.5Da
Classe 2:      gruppi T, TCa, TO, TF, TOCa e TFC

                   Aerosol: gruppi C, CO, FC, T, TF, TC, TO,TFC, TOC

                   prodotti chimici sotto pressione: N° ONU 3502, 3503, 3504 e 3505
Classe 4.1:   N° ONU da 3221 a 3224 e da 3231 a 3240, 3531 e 3534
Classe 5.2:   N° ONU da 3101 a 3104 e da 3111 a 3120

20
2

Materie appartenenti al gruppo di imballaggio II e non compresi 
nella categoria di trasporto 0, 1 o 4 come pure le materie e oggetti delle classi:
Classe 1:      da 1.4B a 1.4G, 1.6N
Classe 2:      gruppo F

                    aerosol: gruppo F

                    prodotti chimici sotto pressione: N° ONU 3501
Classe 4.1:   N° ONU da 3225 a 3230, 3531 e 3532
Classe 4.3:   N° ONU 3292
Classe 5.1:   N° ONU 3356
Classe 5.2:   N° ONU da 3105 a 3110
Classe 6.1:   N° ONU 1700, 2016 e 2017, materie appartenenti al gruppo di imballaggio III
Classe 9:      N° ONU 3090, 3091, 3245, 3480 e 3481

333
3

Materie appartenenti al gruppo di imballaggio III e non compresi 
nella categoria di trasporto 0, 2 o 4 come pure le materie e oggetti delle classi:
Classe 2:      gruppi A e O Aerosol: gruppi A e O

                    prodotti chimici sotto pressione: N° ONU 3500

Classe 3:      N° ONU 3473
Classe 4.3:   N° ONU 3476
Classe 8:      N° ONU 2794, 2795, 2800, 3028, 3477 e 3506
Classe 9:      N° ONU 2990, 3072

1000
4 Classe 1:      1.4S
Classe 4.1:   N° ONU 1331, 1345, 1944, 1945, 2254, 2623
Classe 4.2:   N° ONU 1361, 1362 gruppo di imballaggio III
Classe 7:      N° ONU da 2908 a 2911
Classe 9:      N° ONU 3268, 3499, 3508 e 3509
oltre che gli imballaggi vuoti non ripuliti che hanno contenuto merci pericolose, 
salvo quelle comprese nella categoria di trasporto 0
 illimitata

 

a Per i N° ONU 0081, 0082, 0084, 0241, 0331, 0332, 0482, 1005 e 1017, la quantità massima totale per unità di trasporto è di 50 kg.

Nella tabella di cui sopra, per quantità massima totale per unità di trasporto, s’intende:

  • per gli oggetti, la massa lorda in kg (per gli oggetti della classe 1, la massa netta in kg della materia esplosiva; per le merci pericolose contenute in macchine o equipaggiamenti specificati nel presente Allegato, la quantità totale di merci pericolose contenute all’interno in kg o in litri, secondo il caso);
  • per gli oggetti, la massa lorda in kg (per gli oggetti della classe 1, la massa netta in kg della materia esplosiva);
  • per le materie solide, i gas liquefatti, i gas liquefatti refrigerati e i gas disciolti la massa netta in kg;
  • per le materie liquide, la quantità totale delle merci pericolose contenute in litri;
  • per i gas compressi, i gas adsorbiti e i prodotti chimici sotto pressione, la capacità in acqua del recipiente in litri.

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Chi è?

La figura del Consulente ADR è stata introdotta dal D. Lgs. n. 40 del 04 febbraio 2000 e aggiornata dal D. Lgs. n. 35 del 27 gennaio 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2010).

Tale figura è OBBLIGATORIA per tutte le aziende che svolgono una delle seguenti attività legate alle merci pericolose:

  • spedizione
  • trasporto
  • imballaggio
  • carico, riempimento e/o scarico

La funzione di Consulente ADR all’interno di un azienda può essere svolta da:

  • legale rappresentante
  • personale interno all’azienda
  • personale esterno all’azienda

Cosa fa?

I principali compiti del Consulente ADR all’interno di un’azienda che svolge attività legate alle merci pericolose sono:

  • verificare l’osservanza delle disposizioni in materia di trasporto di merci pericolose;
  • consigliare l’impresa nelle operazioni relative al trasporto di merci pericolose;
  • redigere una relazione annuale sulle attività dell’impresa per quanto concerne il trasporto di merci pericolose

Come si diventa Consulente ADR?

Il consulente ADR deve essere in possesso dell’apposito “Certificato di formazione professionale” che viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a seguito del superamento di un apposito esame organizzato presso gli uffici provinciali del Ministero dei Trasporti (ex Motorizzazioni). Tale certificato, valido in ogni paese facente parte dell’Unione Europea, deve essere poi rinnovato ogni 5 anni mediante superamento di un apposito esame.
L’esame avviene in forma scritta ed è costituito da questionari con domande a scelta multipla riferiti alla/e modalità e specializzazione/i richiesta/i e dallo studio di un caso.
 

Come ti aiuta Flashpoint a diventare Consulente ADR?

  • Organizza dei corsi di formazione per la “Preparazione all’Esame di Consulente ADR

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Cosa deve essere riportato su un collo contenente merci pericolose?

I colli contenenti merci pericolose devono riportare in modo leggibile ed indelebile:

    • il numero di identificazione della merce preceduto dalle lettere “UN”, con le dimensioni di seguito riportate:

      Dimensione del collo Dimensioni minime numero ONU e lettere “UN” sul collo
      fino a 5 litri o 5 kg Adeguate alla dimensione del collo
      da 5 a 30 litri/kg 6 mm
      oltre 30 litri o 30 kg  12 mm
    • un’etichetta, a forma di quadrato posto su di una punta di almeno 10 cm di lato, propria della classe ADR a cui appartiene la materia pericolosa.
    • oltre all’etichetta suddetta legata alla classe ed alla natura generale del pericolo, devono essere eventualmente apposte anche altre etichette quando la sostanza presenta pericoli secondari rispetto a quello principale della classe di appartenenza.
    • ove pertinente il marchio pericoloso per l’ambiente (pesce e albero disegnati dentro un rombo di lato 10 x 10 cm); 
    • ove pertinente i marchi “frecce di orientamento” (frecce che indicano l’alto) su due facce laterali opposte.
 

scatola trasporto merci pericolose

Quali sono gli equipaggiamenti di cui deve essere dotato un veicolo perché possa effettuare un trasporto in colli in regime ADR?

Per un trasporto di merci pericolose in colli devono sempre trovarsi a bordo del veicolo:
mezzi di estinzione secondo quanto riportato nella tabella seguente

(1)
Massa massima ammissibile per unità di trasporto
(2)
Numero minimo di estintori
(3)
Capacità minima totale per unità di trasporto

(4)
Estintore idoneo per combattere un incendio del motore o della cabina. Almeno uno con capacità minima di: 

(5)
Altro/i estintore/i richiesto/i. Almeno un estintore deve avere una capacità minima di:
≤ 3,5 tonnellate 2 4 kg 2 kg 2 kg
  2 8 kg 2 kg 6 kg 
  2 12 kg 2 kg 6 kg 
Le capacità si intendono per dispositivi a polvere (o una capacità equivalente per qualsiasi altro agente estinguente idoneo).

 

Le unità di trasporto trasportanti merci pericolose conformemente all’1.1.3.6 devono essere equipaggiate di un estintore portatile con una capacità minima di 2 kg di polvere.

Nel caso che il carico superi il quantitativo limite prescritto dal 1.1.3.6, devono trovarsi anche:

PER OGNI VEICOLO:

  • un ceppo di dimensioni adeguate alla massa del veicolo e al diametro delle ruote;
  • due segnali di avvertimento autoportanti;
  • liquido lavaocchi 1e

PER OGNI MEMBRO DELL’EQUIPAGGIO:

  • un indumento fluorescente (per esempio come quella descritta nella norma europea EN 471);
  • una lampada portatile conforme alle disposizioni della sezione 8.3.4;
  • un paio di guanti di protezione
  • un mezzo di protezione degli occhi (per esempio occhiali protettivi);

EQUIPAGGIAMENTO SUPPLEMENTARE RICHIESTO PER CERTE CLASSI:

  • una maschera di evacuazione di emergenza2, per ogni membro dell’equipaggio del veicolo, deve essere a bordo dell’unità di trasporto per i numeri di etichette di pericolo 2.3 o 6.1;
  • un badile3;
  • un copritombino3;
  • un contenitore per la raccolta3.

1 Non richiesto per i numeri di etichetta di pericolo 1, 1.4, 1.5, 1.6, 2.1, 2.2 e 2.3.
2 Per esempio, una maschera di evacuazione di emergenza con filtro combinato gas/polveri del tipo A1B1E1K1-P1 o A2B2E2K2-P2 simile a quella descritta nella norma EN 14387:2004+A1:2008.
3 Richiesto solo per solidi e liquidi con etichetta di pericolo 3,4.1,4.3, 8 e 9.

In quali casi l’autista che effettua il trasporto di merci pericolose in colli deve possedere il Certificato di Formazione Professionale (Patentino ADR)?

Chi effettua il trasporto di merci pericolose in colli deve sempre essere dotato del Certificato di Formazione Professionale (Patentino A.D.R.) ad eccezione dei trasporti effettuati in regime di esenzione secondo 1.1.3. In particolare NON è richiesto nei seguenti casi:

  • trasporto di merci pericolose in quantità limitata secondo il Capitolo 3.4 dell’ADR.;
  • trasporto di merci pericolose in esenzione parziale secondo 1.1.3.6 dell’ADR;
  • trasporto di merci pericolose in quantità esenti secondo il Capitolo 3.5 dell’ADR;

Che cosa implica la presenza della lettera ‘S’ nella marcatura ONU di un imballaggio?

La lettera “S” viene riportata nella marcatura ONU di imballaggi destinati a contenere materie solide o imballaggi interni.

Nel caso degli imballaggi metallici leggeri 0A1 e 0A2 marcati “RID/ADR” la lettera “S” viene riportata se sono destinati a contenere materie liquide la cui viscosità a 23 °C è superiore a 200 mm2/s.

Quali caratteristiche tecniche deve avere un imballaggio destinato al contenimento di merci pericolose?

Affinché un imballaggio possa essere utilizzato per il trasporto di merci pericolose è necessario che soddisfi determinati requisiti di resistenza e di solidità. I prototipi degli imballaggi per il trasporto di merci pericolose vengono quindi sottoposti ad una serie di prove (di caduta, di tenuta, di pressione interna, di impilamento ecc.) che, se superate positivamente, permettono l’omologazione del tipo di imballaggio. 
E’ importante sottolineare che la marcatura si riferisce alla fabbricazione e non all’utilizzazione e quindi essa non significa necessariamente che l’imballaggio sia idoneo per qualunque materia.

Quale è il significato delle lettere “X”, “Y” e “Z” nella marcatura ONU di un imballaggio?

Ciascuna di queste lettere indica i gruppi di materie per le quali l’imballaggio è approvato:

  • X imballaggi per le materie dei gruppi d’imballaggio I, II e III;
  • Y imballaggi per le materie dei gruppi d’imballaggio II e III;
  • Z imballaggi per le materie del gruppo d’imballaggio III.

Nel caso di trasporto di merci pericolose in quantità limitata, come deve essere segnalato il collo?

In generale nel caso di trasporto di merci pericolose “in quantità limitata” possono essere utilizzati imballaggi non omologati conformi solamente alle disposizioni generali delle sottosezioni 4.1.1.1, 4.1.1.2 e da 4.1.1.4 a 4.1.1.8.

Le merci pericolose devono essere imballate solamente in imballaggi interni posti in adeguati imballaggi esterni. La massa lorda massima non deve superare 30Kg e si deve rispettare il limite per l’imballaggio interno specificato nella colonna (7a) della tabella A del 3.2.

I colli devono essere segnalati come in figura:

LQ 2017

Quali sono le caratteristiche (dimensioni, colore) dei pannelli di pericolo previsti dalla normativa ADR per la segnalazione dei veicoli?

I pannelli di pericolo previsti dalla normativa ADR devono essere di colore arancione retroriflettente ed avere dimensioni normali o ridotte a seconda della disponibilità di spazio utile per la loro sistemazione sul veicolo:

  • Dimensioni normali: 40 cm di base e 30 cm di altezza con un bordo nero di 15 mm.
  • Dimensioni ridotte: 30 cm di base e 12 cm di altezza con un bordo nero di 10 mm.
  • Esempio di segnalazione arancio con numero di identificazione e numero ONU (altezza cifre 10 cm):

Pannello pericolo ADR

Quali sono le informazioni che devono essere riportate nel documento di trasporto (per spedizioni di merci pericolose appartenenti a classi di pericolo diverse dalla 1 e dalla 7)?

Sul documento di trasporto di merci pericolose spedite in regime ADR, devono essere riportate almeno le seguenti informazioni col seguente ordine:

  • il numero ONU preceduto dalle lettere “UN”, la designazione ufficiale del trasporto , l’etichetta di pericolo (qualora siano previste più di una etichetta, quelle che seguono la prima devono essere indicate tra parentesi), se del caso il gruppo di imballaggio, se del caso il codice di restrizione in gallerie. 
    Esempio:        
    UN 1098 ALCOL ALLILICO, 6.1(3), I, (C/D)
  • il numero e la descrizione dei colli;
  • la quantità totale espressa per ogni tipologia di merce pericolosa che abbia un differente numero ONU, o descrizione di trasporto, o gruppo di imballaggio (in volume o in massa lorda o in massa netta).
  • nome e indirizzo speditore/i e destinatario/i
  • una dichiarazione come richiesta da ogni accordo particolare
  • quando pertinente: la dicitura “PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.
    Esempio:
    UN 1263, PITTURE, 3, III, (D/E), PERICOLOSO PER L’AMBIENTE

E’ vero che se spedisco merci pericolose via strada in QUANTITA’ LIMITATA non devo fare nessun documento di trasporto?

Si, nel caso di spedizioni di merci pericolose in quantità limitata via strada può non essere consegnato all’autista il Documento di Trasporto redatto secondo le disposizioni del paragrafo 5.4 ADR. Prima del trasporto è necessario, però, informare il trasportatore della massa lorda totale delle merci pericolose confezionate in quantità limitata che verranno consegnate al carico. Tale indicazione deve essere fornita in “modalità tracciabile”, per esempio via fax, posta elettronica oppure inserita nel documento di trasporto.

Il trasporto di IBC vuoti non ripuliti che hanno contenuto materie pericolose richiede la presenza di un opportuno documento di trasporto?

In caso di trasporto di IBC vuoti non ripuliti deve essere prodotto e consegnato al trasportatore un documento di trasporto conforme al 5.4.1.1.6 dell’Accordo ADR dal momento che gli imballaggi vuoti non ripuliti sono sottoposti alle stesse prescrizioni dell’A.D.R. come se fossero pieni.

Che caratteristiche devono avere le istruzioni scritte (tremcard)?

Le istruzioni scritte devono essere fornite dal trasportatore ai membri dell’equipaggio del veicolo in una lingua(e) che ogni membro può leggere e comprendere, prima dell’inizio del viaggio. Le istruzioni scritte devono corrispondere al modello in quattro pagine previsto dall’ADR al 5.4.3.
Riportiamo il modello ufficiale in italiano aggiornato all’edizione 2017 dell’Accordo ADR, così come disponibile sul sito dell’UNECE

pdf Tremcard Italiano 2017

Nel caso di spedizioni internazionali, in quante e quali lingue deve essere redatto il documento di trasporto?

Per trasporti internazionali fra l’Italia ed un Paese aderente all’Accordo ADR il documento di trasporto deve essere prodotto in italiano ed inoltre in inglese o francese o tedesco secondo quanto prescritto dal 5.4.1.4.1. 

Nel caso di spedizioni internazionali, in quali lingue devono essere fornite le istruzioni di sicurezza (tremcard)?

Le istruzioni di sicurezza devono essere fornite dal trasportatore in una lingua o lingue che ogni membro dell’equipaggio sia in grado di leggere e comprendere.

I rifiuti pericolosi sono soggetti all’A.D.R.?

Tutte le prescrizioni applicabili alle merci pericolose commercializzate sono pure cogenti per i rifiuti pericolosi (“pericolosi” secondo l’ADR naturalmente!). Pertanto deve essere effettuata innanzitutto la classificazione ADR dei rifiuti prodotti, poi devono essere imballati ed etichettati rispettando le pertinenti disposizioni ADR. In base a quanto previsto dal 5.4.1.1.3, se sono trasportati rifiuti di merci pericolose nel documento di trasporto la designazione ufficiale di trasporto deve essere preceduta dalla dicitura “RIFIUTO”.
Esempio:
UN 1230, RIFIUTO, METANOLO, 3 (6.1), II, (D/E) 

Che sanzioni sono previste per non conformità in merito all’ADR?

Escludendo le possibili sanzioni civili e penali a seguito di incidenti e conseguenti danni a persone o cose, le sanzioni sulle non conformità all’ADR sono prettamente amministrative.
L’Articolo 168 del nuovo codice della strada disciplina il trasporto su strada di prodotti pericolosi e le relative sanzioni.

Lo stesso articolo prevede, oltre alle sanzioni pecuniarie amministrative, le sanzioni accessorie della sospensione della carta di circolazione e della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo.

Art. 168. Disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi

 

Rif.art.cds  Infrazioni Sanzioni amministrative Sanzioni accessorie Punti decurtati* (Art. 126-bis) Note
168 c.7 Chiunque circola con un veicolo o con un complesso di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose, la cui massa complessiva a pieno carico risulta superiore a quella indicata sulla carta di circolazione. sanzioni amministrative previste nell’art. 167 comma 2, in misura doppia. 4   sanzioni amministrative previste nell’art. 167 comma 2, in misura doppia. – 4 Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonche’ al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo. 168 c.8 Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione. da euro 1.626,45 a euro 6.506,85 sospensione della carta di circolazione e sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. 10  
168 c.8 Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione. da euro 1.626,45 a euro 6.506,85 sospensione della carta di circolazione e sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi. In caso di reiterazione delle violazioni consegue anche la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. 10 Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonche’ al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo.
168 c.9 Chiunque víola le prescrizioni fissate o recepite con i decreti ministeriali di cui al comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative a: – idoneità tecnica dei veicoli o delle cisterne che trasportano merci pericolose, – dispositivi di equipaggiamento e protezione dei veicoli, – presenza o alla corretta sistemazione dei pannelli di segnalazione e alle etichette di pericolo collocate sui veicoli, sulle cisterne, sui contenitori e sui colli che contengono merci pericolose, ovvero che le hanno contenute se non ancora bonificati, – sosta dei veicoli, – operazioni di carico, scarico e trasporto in comune delle merci pericolose. da euro 343,35 a euro 1.376,55 sospensione della patente di guida e della carta di circolazione da due a sei mesi 10 Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonche’ al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo.
168 c.9-bis Chiunque víola le prescrizioni fissate o recepite con i decreti ministeriali di cui al comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4, relative a: – dispositivi di equipaggiamento e protezione dei conducenti o dell’equipaggio, – compilazione e tenuta dei documenti di trasporto o delle istruzioni di sicurezza. da euro 343,35 a euro 1.376,55. 2 Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonche’ al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo.
168 c.9-ter Chiunque, fuori dai casi previsti dai commi 8, 9 e 9-bis, víola le altre prescrizioni fissate o recepite con i decreti ministeriali di cui al comma 2, ovvero le condizioni di trasporto di cui ai commi 3 e 4. da euro 137,55 a euro 550,20  Le sanzioni amministrative previste nel presente articolo si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonche’ al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo.

 

* Per le patenti rilasciate successivamente al 1 ottobre 2003 a soggetti che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore, i punti riportati nella presente tabella, per ogni singola violazione, sono raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio.

Art. 126 bis. Patente a punti

Rif.art.cds Infrazioni Note
126-bis c.1-bis Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente. Le infrazioni relative all’art. 168 c.8 e c.9 prevedono come sanzione accessoria la sospensione della patente pertanto, in caso di accertamento di più violazioni, non si applica il limite dei 15 punti massimi decurtabili. Vedi anche art. 126-bis c.6.  
126-bis c.6 Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica di cui all’articolo 128. A tal fine, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida.  Qualora il titolare della patente non si sottoponga all’esame di idoneità tecnica entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato. Nel caso che si sottoponga al suddetto esame senza però superarlo con successo allora viene disposto il provvedimento di revoca della patente di guida.
 
Nel Decreto Legislativo n. 35 del 27 Gennaio 2010, all’Art.12, vengono invece elencate le sanzioni in merito alle non conformità in merito al Consulente per la Sicurezza dei Trasporti Pericolosi:

Art. 12
Sanzioni relative al consulente alla sicurezza

  1. Il legale rappresentante dell’impresa che viola le disposizioni dell’articolo 11, comma 2, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 euro a 36.000 euro.
  2. Il legale rappresentante dell’impresa che viola le disposizioni di cui all’articolo 11, commi 3 e 6, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euro
  3. Il consulente che non redige le relazioni di cui all’articolo 11, commi 5 e 7, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 24.000 euro.
  4. Il consulente che non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11, commi 5 e 7, relativi alla trasmissione delle relazioni di cui agli stessi commi, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euro.
  5. La vigilanza sull’osservanza delle disposizioni relative ai consulenti per la sicurezza e’ affidata agli Uffici periferici del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici territorialmente competenti.
  6. Le sanzioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, sono irrogate dal prefetto ed i relativi proventi sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

Modelli di Etichette – ADR 2017

 

CLASSE 1 – Materie e oggetti esplosivi

 
EtichettaADR_1_esplosione   EtichettaADR_1_2_esplosione   EtichettaADR_1_3_esplosione  
Divisione  1.1 Divisione 1.2 Divisione 1.3
Simbolo (bomba esplodente): nero su fondo arancio; cifra “1” nell’angolo inferiore.
EtichettaADR_1_4 EtichettaADR_1_5 EtichettaADR_1_6
No./Divisione  1.4 No./Divisione  1.5 No./Divisione  1.6
Cifre nere su sfondo arancio. I numeri devono misurare circa 30 mm d’altezza e 5 mm di spessore
(per un etichetta di 100 mm x 100 mm); cifra “1” nell’angolo inferiore.

 

 

CLASSE 2 – Gas

 EtichettaADR_2_bianco  EtichettaADR_2_nero   EtichettaADR_2_2_gas_bianco    EtichettaADR_2_2_gas_nero 
No. 2.1 No. 2.2

Gas infiammabili
Simbolo (fiamma): nero o bianco
(salvo secondo 5.2.2.2.1.6 d) ) su fondo rosso; 
cifra “2” nell’angolo inferiore.

Gas non infiammabili, non tossici.
Simbolo (bombola): nero o bianco su fondo verde;
cifra “2” nell’angolo inferiore.

EtichettaADR_2_3_gastossici

No. 2.3

Gas tossici
Simbolo (teschio su due tibie incrociate): nero su fondo bianco;
cifra “2” nell’angolo inferiore.

 

CLASSE 3 – Liquidi infiammabili

EtichettaADR_3_bianco  EtichettaADR_3_nero 
No. 3
Simbolo (fiamma): nero o bianco su fondo rosso;
cifra “3” nell’angolo inferiore

 

 

CLASSE 4

Materie solide infiammabili, materie autoreattive, materie che polimerizzano e materie esplosive solide desensibilizzate

Materie soggette 
ad accensione spontanea 

Materie che, a contatto con l’acqua,
sviluppano gas infiammabili  

EtichettaADR_4_1 EtichettaADR_4_2_bianco_rossa EtichettaADR_4_3_bianca EtichettaADR_4_3_nero
No. 4.1 No. 4.2 No. 4.3 No. 4.4

Simbolo (fiamma): nero su fondo
bianco, con sette barre verticali rosse,
cifra “4” nell’angolo inferiore

Simbolo (fiamma): nero su fondo 
bianco (metà superiore);
fondo rosso (metà inferiore);
cifra “4” nell’angolo inferiore

Simbolo (fiamma): nero o bianco su fondo blu;
cifra “4” nell’angolo inferiore

 

 

CLASSE 5.1

CLASSE 5.2

Materie comburenti

  Perossidi organici  

EtichettaADR_5_1 EtichettaADR_5_2_bianco EtichettaADR_5_2_nero
No. 5.1 No. 5.2

Simbolo (fiamma su cerchio): 
nero su fondo giallo;
cifra “5.1” nell’angolo inferiore

Simbolo (fiamma): bianco o nero su fondo metà superiore rossa;
metà inferiore gialla;
cifra “5.2” nell’angolo inferiore

 

CLASSE 6.1 – Materie tossiche

 EtichettaADR_6_1 
No. 6.1
Simbolo (teschio su due tibie incrociate):
nero su fondo bianco;
cifra “6” nell’angolo inferiore

 

CLASSE 6.2 – Materie infettanti

EtichettaADR_6_2

No. 6.2
Simbolo (tre lune crescenti 
sovrapposte ad un cerchio):
nero su fondo bianco;
cifra “6” nell’angolo inferiore. 
La metà inferiore può recare la dicitura 
“MATERIE INFETTANTI” e 
“IN CASO DI PERDITA O DANNEGGIAMENTO 
AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE 
LE AUTORITA’ DI SANITA’ PUBBLICA”

CLASSE 7 – Materiali Radioattivi

EtichettaADR_7_A 
No. 7A
Categoria I – BIANCA
Simbolo (trifoglio): nero su fondo bianco;
Testo (obbligatorio): in nero nella metà inferiore dell’etichetta:
“RADIOATTIVO” “CONTENUTO…..” “ATTIVITA’ …..”.
La dicitura RADIOATTIVO deve essere seguita da una barra verticale rossa;
cifra “7” nell’angolo inferiore.
 
EtichettaADR_7_B EtichettaADR_7_C
No. 7B
Categoria II – GIALLA
No. 7C
Categoria III – GIALLA
Simbolo (trifoglio): nero su fondo giallo con bordo bianco (metà superiore)
e bianco (metà inferiore)
Testo (obbligatorio): in nero nella metà inferiore dell’etichetta:
“RADIOATTIVO” “CONTENUTO”…..” “ATTIVITA’ …..”.
In un riquadro con bordo nero “INDICE DI TRASPORTO”
La dicitura RADIOATTIVO 
deve essere seguita
da due barre verticali rosse.
La dicitura RADIOATTIVO 
deve essere seguita
da tre barre verticali rosse.
Cifra “7” nell’angolo inferiore
 
EtichettaADR_7_F
No. 7E
Materiali fissili della classe 7
Fondo bianco.
Testo (obbligatorio): “FISSILE” in nero nella metà superiore dell’etichetta.
In un riquadro con bordo nero, 
nella metà inferiore dell’etichetta “INDICE DI SICUREZZA CRITICITA’ “
cifra “7” nell’angolo inferiore

 
CLASSE 8 – Materie corrosive

 EtichettaADR_8_corrosivo 
   No. 8
Simbolo (liquidi versati da due provette
di vetro e attaccanti una mano e un metallo):
nero su fondo bianco (metà superiore); 
nero con bordo bianco (metà inferiore);
cifra “8” nell’angolo inferiore

 

CLASSE 9 – Materie pericolose diverse

EtichettaADR_9
No. 9
Simbolo (sette linee nere verticali 
nella metà superiore): nero su fondo bianco;
cifra “9” sottolineata, nell’angolo inferiore

 

Etichetta classe9A
No. 9A
Simbolo (sette linee nere verticali 
nella metà superiore): nero su fondo bianco;
cifra “9” sottolineata, nell’angolo inferiore

 

 

Pittogrammi secondo il Reg. 1272/2008 (CLP)

PERICOLI FISICI

 Pittogramma GHS01 esplosione   Pittogramma GHS02 fiamma 
GHS01 GHS02
Simbolo (bomba che esplode)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
Simbolo (fiamma)
nero su fondo bianco, 
bordo rosso
Pittogramma GHS03 comburenti Pittogramma GHS04 bombola
GHS03 GHS04
Simbolo (fiamma su cerchio)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
Simbolo (bombola per gas)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
Pittogramma GHS05 acido corrosivo
GHS05
Simbolo (corrosione) 
nero su fondo bianco,
bordo rosso

 

PERICOLO PER LA SALUTE

Pittogramma GHS06 teschio  Pittogramma GHS07 esclamativo 
GHS06 GHS07
Simbolo (teschio e tibie incrociate)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
Simbolo (punto esclamativo)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
Pittogramma GHS08 salute
GHS08
Simbolo (pericolo per la salute)
nero su fondo bianco,
bordo rosso
 

 

PERICOLI PER L’AMBIENTE

 Pittogramma GHS09 pericolo ambiente 
GHS09
Simbolo (ambiente)
nero su fondo bianco,
bordo rosso

 

 

Parte del materiale è tratto dal sito dell’UNECE – www.unece.org

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